Si è svolto a Torino dal 22 al 26 settembre Terra Madre-Salone del Gusto. Nel corso dell’evento la Fondazione Barilla Center for Food & Nutrition (BCFN) ha presentato la seconda edizione di “Eating Planet. Cibo e sostenibilità: costruire il nostro futuro”. Le informazioni in esso contenute sorprendono in quanto indicano il cibo, che portiamo nelle nostre tavole come una delle maggiori cause del cambiamento climatico.

Per il 31% le emissioni di CO2 prodotte a livello globale sarebbero imputabili alla produzione di cibo. Riscaldamento e trasporti inaspettatamente vengono dopo: il primo con un 23,6%, il secondo con “solo” un 18,5%. Paolo Barilla, vice presidente della Fondazione BCFN, ha commentato questi dati:

Molte persone pensano che il nostro impatto ambientale dipenda in primis da fattori come le macchine che guidiamo o da come riscaldiamo le nostre case. Invece pochi sanno che la scelta di cosa mettere nei nostri piatti ha un ruolo fondamentale nella salvaguardia del pianeta.

L’adozione della doppia piramide alimentare e ambientale – un modello che promuove la Dieta Mediterranea e ne dimostra i benefici per la salute dell’uomo e dell’ambiente – può diventare uno dei primi passi da compiere nel cammino per la salvaguardia del pianeta e della salute.

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Ritorna quindi a farsi sentire la necessità di una rivoluzione dei nostri stili alimentari: perché ci sia cibo a sufficienza per tutti anche nel 2050, quando saremo in 9 miliardi e mezzo ad abitare questo Pianeta, tutti dovrebbero ridurre il proprio consumo settimanale di proteine animali. Se ciascuno arrivasse ad un massimo di 2 volte a settimana, si potrebbero risparmiare fino 2.300 g di CO2 al giorno, 750 kg pro capite l’anno.

Al contrario la produzione agricola dovrà aumentare del 70%, anche in relazione al fatto che legumi e cereali dovranno sostituire la carne. Avremo però a che fare con un suolo compromesso, sempre meno fertile. Nel rapporto si legge:

Negli ultimi 150 anni abbiamo perso metà dello strato superficiale dei terreni e solo negli ultimi 40 anni è diventato improduttivo il 30% dei terreni coltivabili.

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Ciò nonostante gli sprechi sono ancora inaccettabili: ben il 40% del cibo viene perso durante le filiere di produzione e lavorazione. Tutto questo ha pesanti conseguenze sulla salute del Pianeta, ma anche su quella delle persone.

La Dieta Mediterranea viene proposta come modello di salute e sostenibilità, ma dobbiamo riavvicinarci a questo stile di vita che negli ultimi anni, anche in Italia, è stato un po’ abbandonato a favore di un’alimentazione troppo ricca di proteine animali e grassi.

Le conseguenze già si vedono: oggi in Italia 2 adolescenti su 10 sono in sovrappeso. Abbiamo uno dei tassi di obesità infantile tra i più alti d’Europa. Anche l’attività fisica viene messa in secondo piano: solo 3 adulti su 10 in Italia praticano regolarmente sport. Questo determina un aumento dei casi di diabete, di patologie cardiache e malattie croniche.

28 settembre 2016
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