Coltivare, preservare e non dare per scontate le risorse alimentari di cui disponiamo è fondamentale per scongiurare perdite irreparabili. A sostenerlo è il noto chef Carlo Cracco, divenuto testimonial della campagna dell’IFAD “Recinse for Change” per la sensibilizzazione dell’opinione pubblica sugli ingredienti base di molte ricette locali che rischiano di scomparire a causa dei cambiamenti climatici.

Cracco ha sposato la causa dei contadini cambogiani, impoveriti dal calo della resa dei raccolti di riso causato dalle ondate di siccità estrema e dalle frequenti alluvioni. Il giudice di Masterchef Italia spiega che i cambiamenti climatici stanno mettendo a repentaglio la sopravvivenza stessa degli agricoltori:

Se non riusciranno più a produrre riso, che per loro è un alimento essenziale, saranno a rischio la loro cultura, le loro tradizioni, la loro stessa vita.

Per testimoniare la sua vicinanza alla popolazione cambogiana in difficoltà Cracco si è recato nella provincia di Kandal, nel Sud del Paese, in uno dei distretti in cui è attiva l’agenzia ONU. Lo chef ha visitato uno dei tanti progetti del Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo, che sta aiutando complessivamente 90 mila agricoltori nelle province di Kampot, Kandal, Prey Veng, Svay Rieng e Takeo.

Il piano per lo sviluppo rurale contro i cambiamenti climatici si articola in tre punti: l’aumento della produttività agricola; un programma di finanziamenti equo e sostenibile; un migliore accesso ai mercati e alle tecnologie.

Gli esperti dell’IFAD insegnano ai contadini pratiche irrigue a basso impatto come l’irrigazione a goccia, che permettono di aumentare le rese dei raccolti senza sprecare la scarsa acqua a disposizione.

Per produrre più riso i contadini impiegano le seminatrici meccaniche. Il letame del bestiame viene utilizzato come fertilizzante e per produrre biometano da usare al posto della legna da ardere, riducendo le emissioni di gas serra e la deforestazione. Grazie alla diversificazione della produzione gli agricoltori locali possono incrementare il reddito e fronteggiare il calo dei raccolti del riso, che in alcuni distretti occupa ben l’80% delle terre coltivate.

26 aprile 2016
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