I cambiamenti climatici condurrebbero a un aumento costante nella diffusione di nuove malattie infettive nel mondo. A sostenerlo un noto zoologo, il Dr. Daniel Brooks, associato con il Harold W. Manter Laboratory of Parasitology presso la University of Nebraska-Lincoln.

Secondo quanto pubblicato sulla rivista scientifica Philosophical Transactions of the Royal Society B il problema sarebbe connesso al mutare delle condizioni climatiche e alla potenziale esposizione da parte delle popolazioni ad agenti patogeni a cui mai sono state esposte prima. Come spiega il Dr. Brooks:

Non stiamo andando incontro a una sorta di ‘Catena di Andromeda’ che spazzerà via il genere umano dal pianeta, ma ci sarà un crescente numero di focolai localizzati che metteranno in seria difficoltà strutture e sistemi medici e veterinari. Sarà la morte di migliaia di esemplari.

L’arrivo di nuovi agenti patogeni può avere conseguenze disastrose sull’habitat o sulle specie animali, così come inevitabilmente anche sull’uomo. Prosegue Brooks, con un riferimento al co-autore dello studio, il Dr. Eric Hoberg, zoologo presso lo U.S. National Parasite Collection of the USDA’s Agricultural Research Service:

Nell’arco degli ultimi 30 anni i luoghi in cui abbiamo lavorato sono stati influenzati in maniera pesante dai cambiamenti climatici, persino mentre io ero nei Tropici e lui era nell’Artico potevamo vedere che qualcosa stesse accadendo.

Un fronte quello delle malattie infettive e degli agenti patogeni sul quale l’umanità si troverebbe in condizioni sfavorevoli al momento, come conclude Brooks, anche in prospettiva delle novità introdotte nei prossimi anni da cambiamenti climatici:

Dobbiamo ammettere che non stiamo vincendo la guerra contro i disturbi emergenti. Non li stiamo anticipando. Non stiamo prestando attenzione alla loro biologia di base, da dove potrebbero provenire e il potenziale dei nuovi agenti patogeni che potrebbero essere introdotti.

16 febbraio 2015
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I vostri commenti
Silvano Ghezzo, mercoledì 18 febbraio 2015 alle0:45 ha scritto: rispondi »

Non solo i cambiamenti climatici, ma purtroppo anche la mondializzazione che, con i moderni mezzi di trasporto delle merci e delle persone a livello mondiale, facilita anche la diffusione ovunque di malattie ed insetti dannosi .

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