Non sono ancora tutte note le implicazioni che un aumento di temperatura globale potrà avere sui meccanismi che regolano la vita nel nostro pianeta, ma sembra che uno degli effetti indiretti che potrebbe farsi sentire sia il cambiamento del rapporto per i nuovi nati, tra il numero di femmine e quello dei maschi.

Lo sostiene uno studio giapponese condotto dai ricercatori Misao Fukuda e Kiyomi Fukuda, del M&K Health Institute, Takashi Shimizu e Miho Nobunaga della Shimizu Women’s Clinic, Linn Salto Mamsen e Claus Yding Andersen del Laboratory of Reproductive Biology, Juliane Marie Center for Children, Women and Reproduction, di Copenhagen.

Le analisi sono state effettuate tra il 1968 e il 2012, valutando da una parte le variazioni delle temperature, in relazione ai cambiamenti climatici, e dall’altra il numero dei nati maschi, rispetto a quello delle femmine. Ne è risultato un calo delle nascite in azzurro, rispetto a quelle in rosa.

In particolare eventi estremi come l’estate molto calda del 2010 e l’inverno molto freddo del 2011, avrebbero causato come effetto immediato, un aumento del numero di aborti che a distanza di 9 mesi si è rivelato più deleterio per i feti maschili, rispetto a quelli femminili. Come hanno riferito i ricercatori dello studio:

Il concepimento di maschi sembra essere particolarmente vulnerabile a fattori di stress esterni, tra cui i cambiamenti climatici.

Lo studio giapponese non è però l’unico ad aver affrontato la questione: un altro svedese confermerebbe questi dati, rilevando un aumento degli aborti di feti maschili, al variare anomalo delle temperature.

Esistono anche dati che non mostrano una vera e propria correlazione tra i fattori: ricerche neozelandesi e finlandesi sostengono che non vi sia legame tra variazioni eccezionali di temperatura e rapporto maschi/femmine nel numero di aborti.

I ricercatori giapponesi ribadiscono prima di tutto che si tratta però di correlazione e non di rapporto causa-effetto e poi che bisogna porre attenzione sul fatto che Nuova Zelanda e Finlandia non vivono gli stessi sbalzi climatici che ha vissuto e che vive il Giappone.

27 ottobre 2014
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