Cambiamenti climatici: in arrivo 20 anni di caldo

Gli effetti negativi dei cambiamenti climatici si fanno sentire in maniera sempre più prepotente. Da questi derivano delle conseguenze inarrestabili che turbano gli equilibri dell’ecosistema terrestre. Si assiste ad un vero e proprio innalzamento delle temperature, che nel giro di 20 anni potrebbe portare ad una condizione di caldo difficile da affrontare.

È l’allerta lanciata dai ricercatori dell’Università di Washington, che hanno avuto modo di studiare il fenomeno con una ricerca i cui risultati sono stati pubblicati su Nature. Secondo gli esperti ci aspettano 20 anni di caldo decisivi a causa dell’indebolimento della circolazione atlantica meridionale. Gli scienziati hanno visto che questa circolazione sta rallentando. La circolazione atlantica meridionale è molto importante, perché svolge la funzione di trasporto dell’acqua calda verso nord e di quella fredda verso sud.

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Questo sistema di correnti, di cui fa parte anche quella del Golfo, rappresenta un ciclo naturale essenziale per mantenere inalterati gli equilibri del clima. Eppure attualmente, a causa dei cambiamenti climatici, la situazione rischia di precipitare. Analizzando tutti i dati a loro disposizione i ricercatori si sono accorti che l’indebolimento ha raggiunto un picco massimo negli anni che vanno dal 2004 al 2010. Proprio in questo arco di tempo la circolazione atlantica meridionale ha subito un rallentamento di 10 volte maggiore rispetto a ciò che si era previsto.

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Gli studiosi hanno osservato immagini satellitari e molte informazioni che sono state messe a punto dal progetto internazionale Argo. Quest’ultimo impiega delle boe galleggianti, utilizzate per raccogliere dati fondamentali su temperatura e grado di salinità delle acque.

Quando si trova nella fase più veloce, la circolazione atlantica meridionale è capace di rimuovere maggiori quantità di anidride carbonica presente nell’atmosfera. Questa CO2 viene accumulata in profondità e viene intrappolata per secoli. Se, a causa dei cambiamenti climatici, si riscontrasse un indebolimento di questa attività si potrebbe avere come conseguenza un riscaldamento globale incontrollato, i cui effetti non sono affatto da sottovalutare.

19 luglio 2018
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