I Paesi del Nord Europa dovrebbero essere i meno colpiti in un futuro dalle conseguenze dei cambiamenti climatici, ma i danesi sono previdenti e hanno deciso di attrezzarsi per tempo. Per la verità la capitale Copenhagen già nel 2011 era stata colpita da un violento nubifragio che aveva causato più di un miliardo di dollari di danni.

Ecco che lo studio Tredje Natur ha deciso di ridisegnare parte della città in funzione dei cambiamenti del futuro, in un assetto che possa comunque garantire servizi e fruibilità degli spazi. È nato così il primo quartiere al mondo pronto per fronteggiare tempeste e innalzamento del livello del mare, quello di San Kjeld. È stato inaugurato il 6 dicembre scorso. Si tratta di una superficie di 8.000 mq, che comprende la piazza e prosegue lungo alcune delle strade che da qui si diramano.

In questo spazio urbano, che i progettisti hanno voluto fosse un assemblato di città e natura, l’asfalto è sostituito da tappeti di erba, che seguono un andamento a collinette, dove si incontrano percorsi pedonali sopraelevati e dove grazie a un sistema di tubazioni, quanto piove l’acqua potrà essere raccolta dai tetti e confluire nelle strade che si trasformano in canali di scolo e portano l’acqua che non viene drenata, verso il porto, mentre in caso di aumento dell’apporto idrico per varie ragioni, i mini parchetti situati in vari punti del quartiere, faranno da bacini idrici di accumulo.

Tutto questo in un sistema che durante l’anno può ospitare bar, ristoranti, parchi giochi, panchine, strutture coperte, negozi. Un vero e proprio giardino di cui fruire per attività di svago e relax e in cui sia possibile recuperare un approccio sensoriale con ciò che circonda.

Sono state realizzate anche delle piscine artificiali in cui l’acqua viene trattenuta anche in periodi a scarsa piovosità e usata sia per scopo ricreativo, che per essere nebulizzata nelle giornate particolarmente calde e asciutte. René Sommer Lindsay, responsabile della trasformazione di San Kjeld, ha commentato così ad Al Jazeera:

Il cambiamento climatico è oramai una realtà e dobbiamo essere preparati. Abbiamo detto ‘invece di fare progetti localizzati strettamente in un luogo, cerchiamo di sviluppare un piano maestro per la gestione dell’acqua piovana’.

A conferma che per ripensare in modo nuovo le nostre città e adattarle ai cambiamenti in atto e a quelli che vogliamo realizzare, serve una visione integrata d’insieme, che sappia inglobare il passato, trasformandolo in modo non troppo impattante e arricchendolo con il nuovo.

28 gennaio 2015
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