Rischia il collasso la diga più grande degli USA. Si trova in California, nei pressi di Oroville (da cui prende il nome) a 250 km direzione nord-est rispetto a San Francisco, ma la minaccia del suo eventuale crollo si estende anche ad altre località quali, Gridley, Oroville Dam, Oroville East, South Oroville, Palermo, Thermalito e Wyandotte. In totale sono state evacuate circa 200 mila persone a scopo precauzionale.

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Nei giorni scorsi è stato scoperto un buco nella superficie della diga di Oroville, andato poi crescendo nelle ore seguenti preoccupando gli addetti ai lavori. La crepa sarebbe stata generata dallo sfioratore d’emergenza, secondo quanto riferiscono le autorità locali, utilizzato sabato per compensare il danneggiamento dello sfioratore principale (danneggiato dalle forti piogge).

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I servizi di emergenza stanno ora cercando di riempire tale spazio con delle rocce per alleggerire il carico di pressione sullo sfioratore. Preoccupazione espressa anche attraverso i provvedimenti attuati dal governatore californiano Jerry Brown, che ha decretato lo stato d’allerta anche nelle contee di Butte, Sutter e Yuba.

È corsa contro il tempo in queste ore per cercare di ridurre il volume dell’acqua nel lago, così da alleggerire il carico che grava sulla diga, la più grande degli Stati Uniti con 234,7 metri d’altezza. Una situazione definita da Brown come “complessa e in rapido cambiamento”.

Anche a questo proposito sono stati allertati 23 mila soldati della Guardia nazionale della California per intervenire in caso di concretizzarsi del pericolo. Una prima fuoriuscita dal canale di scarico principale sembrerebbe favorire un cauto ottimismo, ma al momento la tensione è alta per il possibile verificarsi di un nuovo allargamento della crepa.

13 febbraio 2017
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