La calendula o Calendula officinalis è una delle più conosciute e apprezzate piante officinali. Si tratta di una pianta erbacea a ciclo annuale con steli alti fino a 70 centimetri e fiori color arancio. È da questi ultimi che si ricavano gli estratti contenenti le proprietà curative, dei quali un ampio utilizzo viene fatto nel trattamento naturale di vari disturbi e malattie.

All’interno della calendula molte sono le sostanze benefiche per il trattamento di varie tipologie di fastidi, tra cui flavonoidi e carotenoidi. Varie sono inoltre le diverse aree di intervento possibili, via orale o ricorrendo all’uso esterno con soluzioni topiche.

Uno dei primi utilizzi che vengono in mente quando si parla di calendula è la cura della pelle. Le sue proprietà antibatteriche e lenitive sono tra le più apprezzate quando si parla di punture di zanzare, scottature e piccole ustioni, couperose, acne e herpes.

La calendula rappresenta, soprattutto quando impiegata insieme con aloe vera e olio d’oliva, un rimedio naturale molto efficace nel donare alla pelle la morbidezza e il benessere soliti. In questo caso l’impiego è per lo più topico, sotto forma di creme, lozioni o impacchi.

Preparare una crema o pomata a base di calendula è semplice. Sarà sufficiente lasciare a macerare per cinque giorni 10 gr. dei suoi fiori, all’interno di un barattolo di vetro, in 50 grammi di olio d’oliva. Una volta che si sarà chiuso per bene il vasetto andrà sistemato al sole, agitandolo ogni tanto per rimescolarne il contenuto.

Grazie al suo contenuto di carotenoidi la calendula contribuisce a incrementare la produzione di fibrina, facilitando così la rigenerazione dei tessuti e quindi la chiusura delle ferite. Dal punto di vista preventivo favorisce inoltre il benessere delle vene e riduce i rischi legati all’ulcera sfruttando il suo effetto protettivo della mucosa gastrica.

La tisana realizzata con i suoi fiori può essere inoltre impiegato per l’attenuazione dei sintomi relativi alla sindrome premestruale. L’estratto di calendula può essere infine utilizzato, imbevendone un batuffolo di cotone, per la riduzione naturale della sudorazione. Si raccomanda come sempre il consulto con il proprio medico curante per quanto riguarda possibili intolleranze o controindicazioni specifiche.

13 dicembre 2013
Lascia un commento