La calendula è una pianta officinale molto conosciuta e apprezzata per la cura naturale del corpo. Nota anche con la definizione di Calendula officinalis, viene utilizzata ad esempio in erboristeria, fitoterapia e omeopatia.

Gli steli di calendula possono raggiungere i 70 centimetri di altezza e terminano con alla sommità dei fiori color arancio. Dalle inflorescenze e dalle foglie di questa pianta erbacea a ciclo annuale si ottiene la tintura madre, che dopo le necessarie diluizioni e dinamizzazioni può essere impiegata come soluzione omeopatica.

Proprietà curative

Alcuni dei possibili impieghi per la Calendula in omeopatia interessano varie zone del capo come gli occhi (congiuntivite, blefarite e secchezza delle palpebre), la bocca (piccole vescicole agli angoli della stessa), denti (lacerazione delle gengive in seguito a estrazione dentaria) e gola (tonsillite con presenza di gonfiore alle ghiandole posizionate sotto la mascella.

Ad essere interessate non sono però soltanto le ghiandole posizionate sotto la mascella, ma anche le altre presenti nel corpo. La Calendula è utilizzata anche in caso di adenite tubercolare o nel trattamento di patologie a carico dell’apparato respiratorio come il raffreddore causato da freddo umido.

Si ricorre alla Calendula anche in caso di ingestione di alimenti troppo duri o di scottature esofagee causate cibi e bevande troppo caldi. L’apparato urinario è invece coinvolto nel trattamento delle difficoltà a urinare degli anziani accompagnate dalla sensazione di danneggiamento dell’uretra.

L’apparato genitale maschile è trattato con Calendula in caso di ferite o di post operatorio in seguito a intervento chirurgico richiesto per prepuzio troppo stretto. Più ampio il ventaglio di disturbi che interessano quello femminile: disturbi post parto, aborto o chirurgia caratterizzati da infezione e infiammazione dell’utero, noduli mammari e ragadi al seno.

Possibile infine intervenire esternamente per la cura della pelle nei casi di tagli, bruciature, eritema, eczema, piaghe e fistole, herpes, ferite infette, punture d’insetto e arrossamenti. Applicazioni calde a base di Calendula vengono indicate per accelerare il naturale processo di guarigione degli ascessi.

Dosaggio

Diversamente da come accade per altri rimedi come la Bryonia o la Calcarea Carbonica, il dosaggio della Calendula in omeopatia si differenzia in funzione non tanto del disturbo da trattare quanto della modalità di intervento. Due le possibilità offerte in questo caso: uso interno o uso esterno.

Nei casi in cui è indicato l’uso interno della Calendula la diluizione da utilizzare è a 3 CH, assumendone 3 granuli (o 5 gocce) dalle 3 alle 6 volte al giorno a seconda della necessità.

Qualora l’utilizzo richiesto sia quello esterno dovrà essere impiegata una pomata o soluzione, che andrà applicata direttamente sulla zona da trattare ogni 8-12 ore (2 o 3 volte giorno).

17 marzo 2015
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