Nel 2025 non si parlerà più di caldo record perché le temperature estreme diventeranno la normalità. A partire da quella data le temperature medie si manterranno su valori oggi ritenuti elevati per gran parte dell’anno. A sostenerlo è un recente studio condotto dai ricercatori dell’Australian National University (ANU), parte dell’ARC Centre of Excellence for Climate System Science (ARCCSS).

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La ricerca, pubblicata sulla rivista Bulletin of American Meteorological Society, ha calcolato l’aumento delle temperature globali che si verificherà nei prossimi anni a causa delle maggiori concentrazioni di CO2 nell’atmosfera. L’analisi ha esaminato le temperature registrate da dicembre a febbraio in Australia, in Europa, in Asia e in Nord America.

Secondo gli scienziati australiani se le emissioni di gas serra continueranno a crescere al ritmo attuale, le temperature record registrate nel 2015 saranno considerate nella media nel 2025.

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La dottoressa Sophie Lewis, principale autrice dello studio, avverte che a prescindere dalle politiche climatiche globali l’umanità a causa delle sue attività inquinanti ha già cambiato per sempre il corso del clima. Le temperature medie globali si attesteranno su valori oggi ritenuti record non più tardi del 2040.

Lo studio rivela che l’Australia sarà una delle aree del Pianeta più colpite dal riscaldamento globale. Le temperature record registrate nell’estate del 2013, con picchi di 50°C in alcune località, dal 2035 diventeranno la norma. L’impatto sulla popolazione e sull’economia australiana sarà pesante. Incendi, ondate di calore, malori e danni alle infrastrutture avranno costi altissimi.

Ciononostante non tutto è perduto. Gli esperti spiegano che è ancora possibile ridurre le emissioni con azioni incisive per evitare i picchi termici stagionali e scongiurare il peggio, perlomeno a livello regionale. Come illustra la dottoressa Lewis:

Se ridurremo drasticamente le emissioni come suggerito dall’Intergovernmental Panel on Climate Change le temperature stagionali record almeno a livello regionale non diventeranno la norma nel 21esimo secolo.

Per riuscire in questo intento i leader globali dovranno seguire il percorso di riduzione delle emissioni più ambizioso tracciato dall’IPCC.

10 novembre 2016
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