Le temperature roventi registrate nel mese di luglio in Italia, con punte di 40°C, hanno causato numerosi disagi alla popolazione, alle prese con un clima umido e afoso e con diverse giornate da bollino rosso. Il caldo record di luglio, che si preannuncia come il mese più caldo della storia, ha creato problemi anche all’agricoltura.

Le alte temperature e le scarse precipitazioni hanno sottoposto a dura prova le colture. Come dimostra la mappa del NOAA, la vegetazione in Italia è inferiore rispetto allo stesso periodo del 2014. Il clima italiano si va tropicalizzando, tanto che in Liguria è stata anticipata la vendemmia per evitare di esporre a ulteriore stress termico i vitigni. La vendemmia partirà tra pochi giorni, il 4 agosto, in anticipo di ben un mese rispetto al solito.

Se l’agricoltura risente delle alte temperature non va meglio ai corsi d’acqua, prosciugati dalla mancanza di piogge. Il Po è sceso di livello, destando la preoccupazione degli esperti sul rischio siccità e costringendo a un razionamento dell’acqua nelle campagne.

Anche il Mar Mediterraneo sta risentendo delle temperature africane. Le acque superficiali hanno registrato per più giorni valori superiori alla media di 4-5°C. Coldiretti nelle scorse ore ha lanciato l’allarme sull’impatto devastante delle alte temperature sugli stock ittici:

Il caldo africano non risparmia la pesca con una vera e propria strage di vongole, cozze, orate, anguille, cefali e saraghi.

A causare la moria è stata la fermentazione delle alghe provocata dal surriscaldamento delle acque. Processo che ha privato i pesci di ossigeno. Centinaia di imprese del settore ittico sono in difficoltà, tanto che le Regioni più colpite hanno chiesto lo stato di calamità naturale.

Il caldo sta inoltre sottoponendo a stress le mucche negli allevamenti, con una riduzione del 10-15% della produzione di latte. Le galline depongono fino al 10% di uova in meno, mentre i maiali a causa del caldo consumano il 40% di mangime in meno.

A rischio anche la produzione di miele. Le api non volano con gravi conseguenze per l’impollinazione delle colture. Secondo la Coldiretti i danni del caldo record di luglio nelle campagne ammonterebbero ad almeno 200 milioni di euro.

31 luglio 2015
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