Novità in arrivo per quanto riguarda le caldaie da riscaldamento: il Comitato di regolamentazione della direttiva sulla progettazione ecocompatibile (Ecodesign) ha stabilito i nuovi standard di efficienza che dovranno essere rispettati dagli impianti di riscaldamento. L’obiettivo è quello di risparmiare energia e, di conseguenza, ridurre le emissioni di gas serra. Si stima infatti che le caldaie possano contribuire per il 15% al target europeo di riduzione della CO2.

Più in dettaglio, secondo i calcoli del centro di ricerca internazionale Ecofys, rispettando i nuovi standard si riuscirà a evitare ogni anno l’emissione in atmosfera di ben 400 milioni di tonnellate di anidride carbonica. D’altro canto, le caldaie a gas e a petrolio sono responsabili del 17% della produzione di CO2 dell’intera UE e del 16% nel solo Regno Unito.

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Per ottenere l’obiettivo di efficientamento, il Comitato di regolamentazione punta a promuovere le tecnologie di riscaldamento particolarmente efficienti, a scapito dei sistemi più inquinanti ed energivori. In quest’ottica, a partire dal 2015 le caldaie a condensazione rientreranno nella nuova classe di efficienza energetica A++, in una scala che parte dalla G. Nel 2019, inoltre, sarà introdotta la classificazione A+++, sempre allo scopo di incentivare l’acquisto dei dispositivi meno inquinanti.

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L’introduzione del nuovo regolamento arriva dopo un percorso travagliato durato circa cinque anni e rallentato soprattutto dal costo elevato degli impianti a condensazione, per il cui acquisto bisogna mettere in preventivo in media 5.000 euro, rispetto ai 1.500-3.000 delle tradizionali caldaie a petrolio e a gas.

Senza paragone,però, i livelli di efficienza: l’81% per la tecnologia a condensazione, il 50% per i sistemi “classici”. Ancora più virtuose le pompe di calore, che garantiscono un risparmio energetico di oltre il 130%. In questo caso, però, i prezzi salgono ancora, oscillando infatti tra i 6.000 e i 20.000 euro.

10 aprile 2013
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