Il Massachusetts Institute of Technology (MIT) ha messo a punto un software che farà la felicità delle industrie che producono celle fotovoltaiche. Si chiama Impurity-to-Efficiency Simulator (I2E) e serve per calcolare quale efficienza avrà una cella fotovoltaica ancor prima di fabbricarla. O, se preferite, per migliorare il processo produttivo e ottenere un’efficienza maggiore.

Si basa sulla quantità delle impurità di ferro contenute nel silicio usato per realizzare le celle. Una quantità solitamente bassissima, ma sempre molto importante. Come spiega il giornale online del MIT

Un fattore cruciale nel determinare l’efficienza delle celle solari è la grandezza e la distribuzione delle particelle di ferro dentro il silicio: anche se il silicio utilizzato è stato purificato al 99,9999%, il piccolo residuo di ferro forma degli ostacoli che possono bloccare lo spostamento degli elettroni. Ma non è la quantità totale che fa la differenza: è l’esatta distribuzione e dimensione delle particelle di ferro. Qualcosa che è difficile da prevedere e misurare

La promessa del MIT è proprio quella di misurare queste impurità. Un team di ricercatori guidati dal professore di Ingegneria meccanica Tonio Buonassi ha trovato il modo di usare una simulazione computerizzata per prevedere esattamente quanti atomi di ferro finiranno nel processo di costruzione dei wafer di silicio.

I ricercatori hanno usato il loro strumento software per fare alcune previsioni, che poi sono state confermate tramite un fascio di raggi X nel sincrotone di Argonne. Cioè un sofisticato acceleratore di particelle.

Il risultato è uno strumento gratuito e di libero uso per tutti, accessibile tramite un sito web che funziona in Java.

Via: MIT News

8 febbraio 2012
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I vostri commenti
Massimo Tonello, giovedì 9 febbraio 2012 alle10:33 ha scritto: rispondi »

SE è tutto vero è una grave responsabilità non divulgarla  anche ricevendo in quanto la crisi energetica è la prima causa di guerre e morti in tutto il mondo. dr pro0f massimo tonello

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