Con l’arrivo della bella stagione e delle giornate calde, aumenta anche il rischio di essere punti da fastidiosi insetti come tafani e zanzare, ma anche le api, preziosi insetti impollinatori, possono decidere che siamo il loro nemico e lasciare sotto la nostra pelle il loro pungiglione. Punture dolorose possono arrivare anche da vespe e calabroni, con una pericolosità che dipende anche dal nostro stato di salute e da eventuali allergie. Uno dei maggiori rischi di questa estate sembra però rappresentato dal cosiddetto “calabrone killer” che arriva dalla Cina.

Si tratta della vespa velutina, una sorta di “specie aliena” che dalla Cina già l’anno scorso era arrivata in Italia oltrepassando le Alpi dalla Francia. Se nel 2015 si era fermata in Piemonte e Liguria, quest’anno sembra plausibile che la sua diffusione sarà molto più amplificata.

In genere, quando si parla di imenotteri, i maggiori rischi sono attribuiti dagli esperti agli apicultori, che subiscono il 32% delle reazioni sistemiche complessivamente causate dai pungiglioni, soprattutto delle api. Nei casi di maggior rischio e aggressività dell’insetto, come in questo, la parte più fragile della popolazione sembrano essere gli anziani. Secondo gli esperti:

Il loro problema consiste nel rischio di sviluppare reazioni più gravi nella fragilità, dovuto nella maggioranza dei casi alla presenza di patologie concomitanti, specie le malattie cardiovascolari. Meno esposti al pericolo di reazioni gravi i bambini.

Se con api e vespe, almeno per chi non è allergico, è ancora possibile agire con sostanze naturali che allevino dolore, gonfiore e infiammazione, come aglio, ghiaccio o polvere minerale di calamina, con le vespe velutine bisogna stare molto attenti, perché, come spiegano gli esperti, le punture di questo insetto possono essere potenzialmente letali per l’uomo.

Come riconoscere il calabrone killer dagli altri imenotteri dotati di pungiglione? Rispetto al calabrone comune, per esempio, è più corto: 3 cm contro 4. Ha le antenne nere e le zampe gialle e nere. Le sue larve si cibano di api ed è facile capire come quindi non siano una minaccia solo per l’uomo, ma anche per le api stesse e per la biodiversità vegetale che esse garantiscono con la loro impollinazione.

FederAsma e Allergie Onlus-Federazione italiana pazienti, per mettere all’erta nei confronti del pericolo delle punture da insetto, anche quest’anno ha patrocinato la campagna “Punto nel vivo“, giunta alla seconda edizione andrà avanti fino ad ottobre coprendo tutto il periodo estivo.

Prevede un servizio di formazione e informazione, sia per gli specialisti in medicina d’urgenza, perché sappiano con certezza quando è veramente il caso di fare ricorso all’immunoterapia specifica come prevenzione e all’adrenalina autoiniettabile come trattamento d’emergenza e come farlo, sia per i cittadini che temono per il proprio stato di salute o per quello dei propri cari.

Maggiori informazioni sono a disposizione negli 80 centri di allergologia che hanno aderito all’iniziativa e nei 200 centri di Pronto Soccorso in cui è stato distribuito materiale informativo. A tal proposito Massimo Alfieri, presidente di FederAsma e Allergie Onlus, sottolinea:

L’immunoterapia specifica ad oggi non è rimborsata in tutte le regioni italiane, pur rappresentando secondo gli esperti l’unica terapia in grado di regolare la risposta immunitaria nei soggetti allergici, proteggendoli da successive reazioni nel lungo termine.

È indubbio che si tratta di una terapia che deve essere usata con cautela, sotto stretto controllo del medico, ma laddove necessaria dovrebbe costituire un pari diritto per tutti i cittadini.

1 giugno 2016
In questa pagina si parla di:
Fonte:
Immagini:
Lascia un commento