Caffè un aiuto per la salute, studio italiano spiega perché

Il caffè fa bene alla salute. Questa la conclusione a cui è arrivato un recente studio italiano, condotto dai ricercatori dell’Università di Catania, frutto dell’analisi di 127 precedenti lavori di ricerca. Un’indagine nata dalla necessità secondo Giuseppe Grosso, epidemiologo nutrizionale e autore principale del documento, di fare il punto sulla crescente e spesso contrastante (in termini di risultati ottenuti) letteratura scientifica riguardante la popolare bevanda.

Lo studio sugli effetti del caffè sulla salute è stato condotto da Grosso insieme ad alcuni ricercatori delle università di Harvard e Cambridge ed è apparso a fine dicembre 2017 sulla rivista Annual Review of Nutrition. Più recentemente è stato ripreso dal quotidiano statunitense The Washington Post, proprio in seguito alla richiesta, da parte di un’associazione californiana, di chiedere che sulle etichette del confezioni sia dichiarata la “probabile cancerogenicità” della bevanda.

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Si è trattato di studi osservazionali nella maggior parte delle meta-analisi prese in considerazione e in un ridotto numero di test controllati randomizzati; nessuna ricerca è stata finanziata da aziende coinvolte nella produzione e/o distribuzione di caffè. Ciascun lavoro è stato poi inserito in una scala da “convincente” a “limitato”, in base a criteri quali ad esempio la concretezza del metodo di studio e il tipo di risultati ottenuti.

In nessun caso è stato assegnato il livello massimo, mentre diversi studi sono risultati con prove di livello “probabile”. Tra questi figurano quelli che vedono nel caffè un possibile alleato contro alcune forme tumorali (colon, seno, prostata o uterino, nello specifico quello endometriale), nell’ordine di una riduzione del rischio compresa tra il 2 e il 20% a seconda del cancro preso in esame. Risulta inoltre benefico contro le malattie cardiovascolari (rischio -5%), e contro diabete di tipo 2 e Parkinson (-30%).

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Tra i punti meno chiari secondo il ricercatore italiano quello legato al quantitativo di caffeina da assumere, in diversi casi non indicato nei risultati delle meta-analisi verificate, e quello relativo alla tipologia di caffè consumata. Come ha spiegato Grosso c’è ancora una lacuna relativa alle evidenze associate all’espresso all’italiana, contrariamente al caffè lungo tipo “americano”:

Per il 99,9% degli italiani il caffè è quello espresso e qualsiasi altra cosa è acqua sporca. Gli italiani assumono in media una tazzina al giorno, per un equivalente di 50/75 mg di caffeina. È assolutamente importante sapere se questi quantitativi abbiano o meno effetto sulla salute.

6 febbraio 2018
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