Il caffè aiuta a formare la memoria a lungo termine. Questi i risultati di uno studio condotto negli USA dai ricercatori della Johns Hopkins University di Baltimora. Responsabile dell’incremento mnemonico assicurato dalla bevanda sarebbe, come nel caso dell’effetto energizzante, la caffeina.

Secondo quanto pubblicato sulla rivista Nature Neuroscience, il caffè favorirebbe il fissaggio della memoria fino a 24 ore dopo il suo consumo. Un effetto non ancora adeguatamente studiato per quanto riguarda l’uomo, come spiega Michael Yassa, assistente professore Psychological and brain sciences della Krieger School of Arts and Sciences presso la Johns Hopkins University:

Abbiamo sempre saputo che la caffeina possiede effetti stimolanti sulle capacità cognitive, ma questi particolari effetti di potenziamento della memoria e di come viene resa permanente non sono stati mai esaminati in maniera accurata nell’uomo. Noi abbiamo riportato per la prima volta lo specifico effetto di riduzione di quanto viene dimenticato nell’arco delle 24 ore.

I ricercatori hanno suddiviso i volontari, scelti tra i non consumatori di caffè o altri alimenti e/o bevande contenenti caffeina, in due gruppi. Al primo è stata somministrata una tavoletta contenente 200 mg di caffeina mentre al secondo un placebo, ad entrambi sono stati invece prelevati campioni di saliva dopo 3 ore e dopo 24 ore dall’assunzione.

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Il giorno seguente i volontari sono stati sottoposti a test cognitivi di riconoscimento visivo, relazionati poi con i livelli di caffeina indicati dai prelievi. I risultati migliori sono stati ottenuti da coloro che mostravano i livelli di concentrazione maggiori, anche a distanza di 24 dalla sua assunzione.

I test mostrerebbero quindi ulteriori effetti positivi derivati dall’assunzione di caffeina, che andrebbero ad aggiungersi a quanto indicato dal World Cancer Research Fund per la riduzione del rischio di tumore all’utero, in abbinamento va ricordato a una dieta sana ed equilibrata.

13 gennaio 2014
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