Caffè: sei al giorno riducono il rischio di morte prematura del 16%

Bere caffè come parte di una dieta sana che fa vivere più a lungo. A sostenerlo un gruppo di scienziati, provenienti da diversi istituti di ricerca tra cui il National Cancer Institute e il National Institutes of Health, secondo i quali consumarne addirittura 6 o 7 tazze al giorno aiuterebbe a ridurre la mortalità nel breve periodo (circa 10 anni) del 16%. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica JAMA.

Lo studio è stato condotto in Gran Bretagna, dal 2006 al 2016, su oltre 500 mila individui di età compresa tra 38 e 73 anni. A ciascuno è stato chiesto di dichiarare il proprio consumo giornaliero di caffè (sia che si trattasse di normale, decaffeinato o istantaneo). Secondo i ricercatori a un incremento dell’assunzione giornaliera è corrisposto un analogo beneficio in termini di riduzione della mortalità.

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Chi consumava 6 o 7 tazze al giorno vedeva la percentuale attestarsi sul 16%, hanno riferito i ricercatori, mentre per chi ne beveva 8 il valore indicato è del 14%. Inferiori i vantaggi in caso di consumo compreso tra 2 e 5 (12%), come anche per chi ne consumava appena 1 (8%) o meno di una ogni 24 ore (6%). Come ha dichiarato l’autrice principale dello studio, la dottoressa Erikka Loftfield, epidemiologa presso il National Institutes of Health (Maryland, USA):

Bere caffè è inversamente proporzionale alla mortalità, incluso tra coloro che bevono 8 o più tazze al giorno. Questi risultati suggeriscono l’importanza dei nutrienti – non caffeina – nell’associazione caffè-mortalità e forniscono ulteriori rassicurazioni circa la possibilità di includere il bere caffè all’interno di una dieta salutare.

3 luglio 2018
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