Il caffè è senza dubbio una delle bevande più note e apprezzate al mondo. Dall’aroma spesso inconfondibile e dal gusto forte e amaro, si ricava dalla tostatura e successiva macinatura delle bacche dell’omonima pianta, che assume tuttavia denominazioni specifiche a seconda della specie impiegata per la sua produzione.

I primi cenni storici del caffè in Europa e in Italia si hanno intorno alla fine del ‘500, a opera rispettivamente del botanico Léonard Rauwolf (Germania, 1583) e di Prospero Alpini nel suo volume De Medicina AEgyptiorum, datato 1591.

Specie principali e minori

La pianta di caffè più utilizzata nella produzione di polvere destinata alla realizzazione dell’apprezzata bevanda è la Coffea arabica, la cui origine è indicata come nell’area del Sudan sud-orientale, dell’Etiopia e del Kenya settentrionale. Si fanno risalire le prime tracce di consumo in questa zona ai primi anni del 1400.

Un’altra specie utilizzata per la produzione di caffè è la Coffea canephora, meglio nota a livello commerciale con il nome di Coffea Robusta, originaria dell’Africa tropicale a cavallo tra Guinea e Uganda. Apprezzata è infine anche la Coffea liberica, le cui origini sono collocate in Liberia.

Ne vengono registrate inoltre alcune specie minori come la Coffea stenophylla, le cui origini sono indicate tra la Sierra Leone e la Costa d’Avorio, la Coffea mauritiana, delle isole Mauritius, e la Coffea racemosa, originaria del Mozambico.

Proprietà benefiche e controindicazioni

Nel corso degli ultimi anni molti studi hanno indicato nel consumo di caffè, pur ricordando l’importanza di non abusare della bevanda, un possibile aiuto naturale per tenere alla larga alcune patologie anche gravi che possono colpire l’uomo.

Molti di questi benefici per la salute fanno riferimento alla presenza nel caffè della sua componente più conosciuta, la caffeina. A essa vengono ricollegate le proprietà della bevanda in relazione alla capacità di prevenire l’occlusione delle arterie coronariche innescata dall’aterosclerosi, come di agire in prevenzione per quanto riguarda i tumori alla gola e alla laringe.

Chicchi di caffè

Un consumo medio di 3-4 tazzine al giorno favorirebbe secondo alcuni studi, rispetto ai consumatori meno assidui, una riduzione del rischio di diabete di tipo 2 pari al 25%. Al caffè sono anche associate proprietà benefiche a favore del fegato, del quale favorisce un buono stato di salute e agisce in prevenzione di forme tumorali epatiche.

Al caffè vengono spesso associate anche proprietà di stimolazione dell’attività cardiaca e nervosa. Esistono inoltre alcune ricette specifiche per rendere caffè e tè energizzanti da utilizzare per migliorare la partenza al mattino.

Per quanto riguarda infine l’aspetto digestivo e del dimagrimento, al caffè vengono riconosciute proprietà benefiche che favoriscono la riduzione dell’appetito, il consumo di grassi corporei con l’incremento della termogenesi e il miglioramento della digestione grazie all’aumento della secrezione gastrica.

Il consumo di caffè deve tuttavia essere controllato e sottoposto ad attenta valutazione in presenza di determinate patologie, soprattutto se cardiovascolari.

Per quanto possa rivelarsi benefico per alcuni disturbi a carico del cuore o delle arterie è opportuno ricordare che non dovrebbe essere assunto con leggerezza da chi soffre di ipertensione, insonnia, reflusso gastroesofageo, ulcere e gastrite.

Possono inoltre verificarsi una riduzione nell’assorbimento di calcio e ferro, mentre il consumo di caffè con l’aggiunta di zucchero rischia di annullare i benefici offerti per il dimagrimento.

31 agosto 2015
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