Il caffè d’orzo è tra i più famosi surrogati della tradizionale tazzina di espresso. Può essere preparato anch’esso con la moka o in maniera del tutto analoga a quanto previsto per il “cugino” ricco di caffeina, come anche disciolto in acqua in versione solubile. È disponibile anche nella versione in cialde.

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Il consumo di caffè d’orzo si è diffuso in Europa soprattutto durante il secondo conflitto mondiale, mantenendo un certo successo anche negli anni seguenti. A lungo andare l’affezione per questa bevanda è andata in un certo senso scemando nel resto del Vecchio Continente mentre è rimasta forte in Italia, dove si conferma una soluzione molto amata da chi non può assumere caffeina.

Valori nutrizionali

Ad ogni 100 grammi di caffè d’orzo in polvere corrispondono circa 80 grammi di carboidrati (perlopiù complessi), 5-6 grammi di proteine e 2,7 gr. di lipidi (perlopiù acidi grassi polinsaturi). Sono presenti inoltre in buone quantità potassio (1840 mg) e fosforo (580 mg), mentre le fibre sono appena lo 0,1%.

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L’apporto calorico per 100 grammi di prodotto è stimato in circa 350 kcal, mentre sono presenti anche altri sali minerali (oltre a potassio e fosforo) quali sodio (73 mg), calcio (52 mg), ferro (4,6 mg) e zinco (0,5). Presente in una discreta quantità (16,9 mg) la niacina anche nota come vitamina PP o B3. Risultano invece assenti la caffeina e il colesterolo.

Proprietà e benefici

Uno dei principali benefici offerti dal caffè d’orzo è senz’altro l’assenza di caffeina, che lo rende una soluzione molto apprezzata da chi soffre di ipertensione ed ha bisogno di una bevanda mattutina che non influisca sulla pressione sanguigna.

Al caffè d’orzo è inoltre associata un’azione di controllo del glucosio nel sangue, il che rende questa bevanda benefica per chi soffre di iperglicemia.

L’assenza di colesterolo è un altro dei punti a favore del caffè d’orzo, che si presta inoltre al consumo da parte di molte delle persone affette da patologie metaboliche o alimentari, eccezion fatta chiaramente per chi soffre di celiachia, in quanto l’orzo contiene glutine.

Una certa cautela nell’assunzione di questa bevanda viene però dalla presenza di acrilamide, sostanza tossica se assunta a elevate quantità e presente in tutti i prodotti “tostati” (tra i quali anche il classico caffè). Limitarsi a una tazza da tè al giorno di caffè d’orzo viene generalmente ritenuto un limite soglia sicuro.

23 febbraio 2017
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