I cactus sono probabilmente la varietà di pianta grassa, o pianta succulenta, più amata e diffusa. Facili da coltivare, dalla ridotta manutenzione e dalle più varie forme e dimensioni, questi vegetali possono rappresentare la perfetta soluzione per decorare vasi, davanzali e aiuole. Ma come coltivarli autonomamente, sia in vaso che in giardino?

Come facile intuire, la famiglia del cactus è davvero molto ampia: all’interno si trovano le più differenti varietà, dal cactus Cereo all’Opuntia, passando per la Mammillaria e molti altri ancora. La scelta deriva ovviamente dal gusto personale: vi sono classici cactus cilindrici, altre dalle forme appiattite come il fico d’India, altri ancora ricoperti da una folta e caratteristica peluria. Le informazioni di coltivazione riportate si riferiscono, di conseguenza, al genere nel suo complesso. Per dettagli specifici, invece, si suggerisce di chiedere consiglio al proprio negozio di botanica di fiducia, anche per vagliare la compatibilità dello sviluppo con le condizioni climatiche del proprio luogo di residenza.

Cosa sapere prima di coltivare i cactus

Quella delle Cactaceae è una famiglia di piante succulente che comprende circa 3.000 specie e oltre 120 generi. Scelte principalmente come piante ornamentali, le varietà appartenenti a questa famiglia si caratterizzano per delle forme originali, spesso a cilindro, funzionali all’ambiente torrido dove normalmente crescono. Si tratta, infatti, di piante xerofite: la forma, e la configurazione dei loro tessuti, permette infatti di trattenere grandi quantità d’acqua, una peculiarità che permette ai cactus di sopravvivere a periodi molto lunghi di siccità. Non a caso, i cactus sono tipici delle zone semi-desertiche del mondo, in particolare del continente americano e, più precisamente, del Messico. Come già anticipato, forme e dimensioni sono le più svariate tra un esemplare e l’altro: esistono dei cactus mignon, di pochissimi centimetri come la Blossfeldia liliputana, e altri che possono sfiorare anche i 20 metri d’altezza, quali il Pachycereus pringlei. Molto spesso queste piante sono ricoperte da aculei o da peluria: un sistema di difesa naturale dagli animali, in un ambiente di crescita già di per sé complesso.

Come facile intuire, il clima preferito è quello caldo, quasi afoso, in una posizione ben esposta al sole, nonché sufficientemente ventilata. Questo non vuol dire, tuttavia, che i cactus non riescano ad adattarsi anche a temperature ridotte: nelle zone desertiche dove sono autoctoni, infatti, queste piante sono esposte a una grande escursione termica tra giorno e notte, con temperature a volte anche prossime allo zero. Per questo, oltre ai periodi estivi, alcune varietà di cactus possono resistere egregiamente all’aperto anche nei mesi invernali.

Il terreno ideale è morbido, areato e leggero, spesso mescolato a sabbia e torba per riprodurre le caratteristiche dell’habitat originario. Il terriccio, inoltre, dovrà essere ampiamente drenante, poiché queste piante non tollerano gli eccessi d’acqua e i ristagni. Non è normalmente necessaria una grande opera di concimazione, data la grande adattabilità delle piante succulente, ma del compost o dell’altro concime organico posso comunque essere d’aiuto.

Le necessità d’acqua sono davvero ridotte, poiché piante abituate a rimanere in completa siccità per lunghi periodi di tempo. Nei mesi più freddi dell’anno sono più che sufficienti i fenomeni atmosferici, tanto che è consigliato anche predisporre degli adeguati ripari affinché l’acqua assorbita non sia eccessiva. In quelli più caldi, il riferimento è l’aridità del terreno, pur procedendo sempre con annaffiature molto blande.

Coltivazione in vaso e in giardino

Quasi tutte le varietà delle Cactaceae possono essere efficacemente coltivate in vaso oppure in giardino. La scelta, naturalmente, varia a seconda delle dimensioni: vi sono cactus mignon, perfetti per creare splendidi e caratteristici vasetti, e altri invece più adatti ad aiuole dalle forme originali.

La predisposizione del vaso è molto importante. Sul fondo andrà adagiato un letto di ghiaia e cocci, oppure di palline d’argilla espansa, per favorire il deflusso dell’acqua. Si riempie quindi del terriccio morbido, areato, sabbioso e mescolato con torba e compost. In giardino, invece, può ritornare utile una blanda zappatura per diffondere uniformemente le sostanze nutritive nel terreno.

Le piante succulente, e quindi anche la gran parte dei cactus, possono essere coltivati per semina oppure per talea o separazione dei polloni. Queste ultime modalità sono le più diffuse, poiché la pianta attecchisce rapidamente e si riducono i tempi per una crescita rigogliosa. Inoltre, in questo modo si mantengono le caratteristiche genetiche della pianta d’origine. In genere la talea, le cui modalità variano da pianta a pianta, può essere inserita direttamente in dimora definitiva, un’operazione che può essere effettuata tra la fine dell’inverno e la primavera oppure in autunno.

Tra le pratiche di manutenzione ciclica, l’eliminazione di erbacce e altri vegetali infestanti, la pacciamatura nei mesi più freddi, il controllo costante di muffe e parassiti.

31 gennaio 2016
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