L’albero di cachi dà vita un frutto dolce tipico del periodo autunnale. Noto con il nome scientifico di Diospyros Kaki, questo arbusto appartiene alla famiglia delle Ebenacee e le sue origini vengono identificate nel continente asiatico. La sua pianta raggiunge un’altezza massima compresa tra i 15 e i 18 metri.

Conosciuto in Italia anche con la definizione kaki, il cachi è di colorito arancione e la sua polpa tende è soda, pur tendente alla consistenza gelatinosa con l’avanzare dello stato di maturazione. In virtù del fatto che alcuni suoi alberi sopravvissero alla bomba atomica di Nagasaki, questa pianta è anche detta “Albero della Pace“.

Caratteristiche

Come accade per altri frutti il cachi è composto in prevalenza di acqua, che ne rappresenta circa l’80%. Seguono in ordine percentuale decrescente gli zuccheri, che contribuiscono al totale per un ulteriore quota compresa tra il 16 e il 18%. Completano l’elenco nutrizionale fibre (stimato attorno al 2%), proteine (0,6%) e grassi (0,3%). L’apporto calorico è stimato invece tra le 65 e le 70 cal.

Dal punto di vista vitaminico il cachi risulta particolarmente ricco di beta-carotene, precursore della vitamina A, così come di vitamina C. È invece il potassio a occupare un posto di primissimo piano per quanto riguarda l’apporto di sali minerali, seguito da buone concentrazioni di fosforo, calcio, magnesio, sodio e da tracce di manganese e selenio.

Proprietà curative

Grazie al suo prezioso contenuto di vitamine e sali minerali il cachi è un frutto dall’enorme potenziale energizzante e rinvigorente. Contribuisce inoltre grazie alla vitamina C a potenziare le difese dell’organismo dalle aggressioni batteriche e a migliorare l’assorbimento del ferro non teme, tipico delle verdure.

Il suo consumo rappresenta una valida opzione in caso di problematiche legate al tratto digestivo. Il suo contenuto di fibre favorisce un migliore funzionamento del tratto intestinale, utile soprattutto in caso di stitichezza.

Se consumato ancora poco maturo sarà particolarmente ricco di tannini, il che lo renderà una soluzione efficace in qualità di astringente. Agisce inoltre come efficace soluzione diuretica e depurativa.

Il suo utilizzo viene infine consigliato per coloro che soffrono di problemi epatici, sono sottoposti a terapie antibiotiche o presentano emorragie. Ottima infine la sua attività protettiva di intestino tenue, milza, pancreas e stomaco risulta tuttavia sconsigliato nei soggetti obesi o diabetici.

21 gennaio 2015
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