Abbattere specie attualmente non cacciabili, senza limitazioni temporali e su tutto il territorio nazionale, incluse le aree naturali protette. Sono questi, secondo un gruppo di associazioni ambientaliste, i reali contenuti dell’emendamento alla legge 394/91 sui Parchi proposto dal senatore Claudio Molinari (Terzo Polo Api-Fli)

Le associazioni (Amici della Terra, Animalisti Italiani, Enpa, Fare Verde, Lac, Lav, Lipu, No alla Caccia, Vas e Wwf) hanno affidato la loro indignazione a un comunicato congiunto, in cui accusano il senatore di aver proposto una sostanziale liberalizzazione della caccia sotto le mentite spoglie del “controllo faunistico”.

L’emendamento – denunciano gli ambientalisti – prevede che l’abbattimento della maggior parte delle specie di fauna presenti sul territorio nazionale, cacciabili o meno, avvenga con il semplice parere obbligatorio, cioè non vincolante, dell’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), senza limiti di tempo e di luogo.

Nella forma, si tratterebbe di operazioni di “controllo faunistico“, già consentite dalla legge attuale, pur se con parecchie restrizioni, per evitare la proliferazione senza controllo di specie potenzialmente dannose per l’uomo o per l’ambiente. Se l’emendamento venisse approvato, osservano allarmate le associazioni, questa attività venatoria potrebbe avvenire, dopo l’approvazione di un piano regionale, in tutte le zone vietate alla caccia, «inclusi centri abitati, parchi e zone di prossimità alle abitazioni private».

A preoccupare gli ambientalisti è anche la prevista eradicazione totale di gazze, cornacchie, cinghiali e di tutte le specie alloctone, «considerata invece la convenienza di avere comunque cinghiali da immettere e cacciare». Il timore più grave, in ogni caso, è il fatto che consentendo nuove deroghe diventi ancora più difficile distinguere la vera e propria attività di caccia dal controllo faunistico.

A suscitare l’indignazione maggiore, precisa il comunicato congiunto, è però il fatto che il provvedimento sia stato proposto nell’ambito di quella che avrebbe dovuto essere una revisione “leggera” della legge sui parchi, che, osservano gli ambientalisti, è «una materia completamente diversa da quella venatoria».

La richiesta, manco a dirlo, è che il senatore Molinari ritiri l’emendamento contestato «senza esitazione», e che i partiti di maggioranza e opposizione prendano le distanze da questa iniziativa. Altrimenti, minaccia il comunicato, le associazioni sono pronte a «attivarsi strenuamente» contro il provvedimento.

Intanto, da diversi partiti politici si sono già levate voci di protesta contro l’emendamento Molinari. Cristina Morelli, responsabile diritti degli animali e membro dell’Esecutivo nazionale dei Verdi, ha invitato il senatore a «occuparsi piuttosto delle complesse vicende economiche che affliggono l’Italia».

Fiorella Ceccacci Rubino, portavoce del gruppo parlamentare Diritti degli Animali Pdl ha chiesto al collega di ritirare subito l’emendamento, e anche l’Idv promette battaglia. Più morbida la reazione dei senatori Ecodem, secondo i quali «già oggi la normativa in vigore permette l’abbattimento della fauna nei parchi ai fini del controllo faunistico». La sensazione, in ogni caso, è che i toni non siano destinati ad abbassarsi presto.

14 settembre 2011
In questa pagina si parla di:
caccia | Lav | wwf
I vostri commenti
Roby, mercoledì 29 maggio 2013 alle7:33 ha scritto: rispondi »

Apprezzo ogni incidente di (caccia)

Lascia un commento