L’Italia non è un paese di cacciatori. Questo è quanto emerge dal sondaggio condotto da Ipsos nelle 13 regioni che si recheranno alle urne per il voto di fine marzo.

Delle 980 persone coinvolte nella ricerca, il 70% è fermamente contrario alla pratica, il 20% non sa prendere una decisione in merito e il 10% è invece favorevole alla caccia e alle modifiche in merito alla stagione venatoria di recente discusse dal Parlamento.

Se dovesse entrare in vigore la proposta di legge, già approvata al Senato e ora al vaglio della Camera, verrebbe offerta la possibilità di estendere ulteriormente il periodo della stagione venatoria, andando così incontro al malcontento della maggioranza degli intervistati.

I due terzi sostengono che, al contrario di quanto sta accadendo, sarebbe necessario varare un testo più restrittivo di quello oggi vigente, così come per il 37% andrebbe vietato alle doppiette di sparare contro gli uccelli migratori. Il 92% ritiene sbagliato consentire la caccia nei parchi, l’87% si dichiara fermamente contrario alla riduzione delle sanzioni per chi uccide specie protette e l’86% chiede che vengano aumentate le distanze minime tra i cacciatori e le abitazioni, così come rispetto ai sentieri, per ovvie ragioni di sicurezza.

Infine, per il 78% sarebbe corretto sospendere gli spari in occasione delle domeniche e nei festivi, quando boschi e campagne sono affollati anche dalle famiglie e l’80% ritiene necessario introdurre una norma che imponga l’obbligo di richiedere il permesso prima di accedere ad un terreno privato, pratica oggi consentita.

Il secco “no” al popolo delle doppiette sembra non conoscere nemmeno barriere di tipo politico. Sebbene le modifiche all’attuale normativa giungano da rappresentanti dei partiti di centrodestra, il 66% degli elettori di PDL e Lega si dichiarano comunque contrari alla proposta.

Così, il senatore del PD Roberto Della Seta, ha commentato l’attuale situazione sulle pagine di Repubblica.it:

Questi numeri dimostrano come la linea oltranzista perseguita dal centrodestra si stia rivelando un boomerang. Arrivare alla mortificazione della maggioranza anticaccia ed esasperare il contenzioso con Bruxelles sulle deroghe venatorie significa far crescere le tensioni nel paese, rischiando pesanti sanzioni comunitarie.

8 marzo 2010
I vostri commenti
Franco, giovedì 15 settembre 2011 alle10:06 ha scritto: rispondi »

E SE ABOLISSIMO LA CACCIA ? SMETTIAMOLA DI SFRUTTARE LA NATURA...

Ratamusa, mercoledì 10 marzo 2010 alle17:23 ha scritto: rispondi »

Ci sono le elezioni da vincere in spregio alla sinistra e ai comunisti, no? E' un'ironia....

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