Il TAR ferma la caccia in Piemonte. Tutto fermo quindi per quanto riguarda l’attività venatoria della regione, che domenica 16 settembre non potrà prendere il previsto via. Alla base della decisione del Tribunale Amministrativo Regionale alcune irregolarità nel decreto dell’11 giugno sulle nuove normative in materia, documento di cui la giunta Cota si servì per smantellare nella sostanza l’impianto del referendum popolare previsto nei mesi scorsi.

Caccia sospesa in Piemonte, con il TAR che accoglie i ricorsi presentati da alcune associazioni ambientaliste. Fra queste la LAC (Lega per l’Abolizione della Caccia), che parla di “sono lezione” per l’assessore alla caccia Claudio Sacchetto, e Pro Natura, che tramite il suo Segretario Piero Belletti usa toni particolarmente duri nei confronti del Consiglio Regionale:

Per gli animali selvatici è una grande vittoria e un grande giorno. Ora aspettiamo con fiducia che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sciolga il Consiglio regionale colpevole del furto di democrazia del maggio scorso.

Apprezzamento per la decisione del TAR arriva da IDV e Movimento Cinque Stelle, mentre esprime timori per un possibile eccesso nella ripopolazione della fauna selvatica Confagricoltura. La giunta presieduta da Roberto Cota ha nel frattempo annunciato lo studio di alcuni correttivi che consentiranno presto di presentare un nuovo documento. Difficilmente però arriverà in tempo utile per consentire il regolare avvio della stagione venatoria il 16 settembre, come lasciano intendere le parole dell’avvocato Giulietta Magliona, legale per la Regione Piemonte durante il dibattimento presso il Tribunale Amministrativo:

Bisogna tenere conto delle osservazioni del TAR. Inoltre se si rifà il calendario venatorio presumo si debba chiedere un nuovo parere all’Ispra.

11 settembre 2012
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