Un’imminente anticipazione della stagione venatoria in Lombardia ha creato sgomento tra gli animalisti. Nonostante le sentenze della Corte Costituzionale, il consiglio regionale lombardo ha approvato un progetto di legge che, di fatto, azzera le tempistiche precedenti. I cacciatori potranno, sin dai primi giorni di agosto, dedicare del tempo all’addestramento e allenamento dei cani alla pratica. In questo modo decadrebbe la precedente tempistica, stabilità a metà agosto, e fornirebbe ai cacciatori l’alibi per poter sparare anche a specie protette.

A permettere l’anticipazione tanto discussa è stata una votazione che, con 35 sì, cinque contrari e due astenuti (il gruppo del Pd si è rifiutato di partecipare al voto), ha di fatto approvato il progetto di legge. Ora gli amanti del fucile e della selvaggina potranno concedersi giornate nel verde, alla frenetica ricerca di animali da catturare e uccidere. Una scelta discutibile che inciderebbe negativamente sulla crescita della fauna lombarda e sulla ripopolazione delle specie in estinzione.

Antonio Girelli del Pd ha così commentato:

«La Lega per l’interesse di pochi ha fatto approvare una legge che non è condivisa nemmeno dalle associazioni venatorie».

Incalzato subito da Alessandro Marelli della Lega, relatore del testo:

«È un provvedimento che non introduce obblighi dall’alto, ma responsabilizza le Province: potranno disciplinare l’allenamento e l’addestramento dei cani a seconda delle loro esigenze e le peculiarità tipiche delle colture e della fauna».

Contrario Stefano Zamponi dell’Idv:

«Questo provvedimento è chiaramente illegittimo. Mette solo a repentaglio la crescita della fauna locale in nome della nuova e moderna sensibilità ambientale di questa maggioranza di centrodestra».

Decisive in merito le parole di Paola Brambilla, Presidente del WWF Lombardia:

«È grave il disturbo per la fauna selvatica che porterebbe l’addestramento dei cani da caccia già dal 1 agosto, secondo quanto previsto ieri dal Disegno di legge approvato in Regione. In particolare questa estate viste le variabilissime condizioni climatiche, molti degli ungulati e delle specie della fauna alpina si trova ancora nelle fase di svezzamento e quindi particolarmente vulnerabili. Il nostro auspicio è che le Province dimostrino sensibilità ambientale mantenendo fermi i termini attuali e non utilizzando la facoltà di anticipare l’addestramento dei cani, che in ogni caso non prevede l’uso delle armi. Per parte nostra verificheremo ogni possibile abuso anche attraverso la rete delle nostre guardie Wwf che presidiano tutto il territorio lombardo anche al di fuori dei periodi di caccia, quando il bracconaggio e gli illeciti sono più forti».

26 luglio 2012
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