Blitz pro-caccia sventato alla Camera, dove oggi si discute la legge Comunitaria. La stagione venatoria 2011 è appena terminata, anche se con molte regioni ancora in deroga, ma l’argomento caccia è ancora caldissimo. La causa è da ricercare nei due emendamenti alla Comunitaria presentati dal leghista Gian Luca Pini e giudicati inammissibili dall’Ufficio di Presidenza della Camera. La notizia della bocciatura degli emendamenti, che non verranno quindi discussi, è stata diffusa dalla LIPU tramite il proprio profilo Facebook.

I due emendamenti in questione, se fossero stati approvati, avrebbero portato a una sorta di liberalizzazione della caccia e a una sostanziale depenalizzazione del bracconaggio. Per questo hanno scatenato le ire di praticamente tutte le associazioni animaliste e ambientaliste: Animalisti italiani, Cabs, ENPA, Fare verde, LAC, LAV, Legambiente, LIPU, Verdi ambiente e società e WWF.

Le due proposte di modifica non accettate dall’Ufficio di Presidenza della Camera avrebbero comportato l’apertura della caccia in estate a tortore e quaglie, l’allungamento della stagione venatoria oltre il 31 gennaio in tutta Italia, la depenalizzazione dei reati di caccia a specie protette, uso di mezzi vietati quali lacci, trappole, richiami elettroacustici, balestre, vischio, la possibilità di cacciare specie vietate dalla direttiva europea come il fringuello e l’eliminazione degli anelli inamovibili per i piccoli uccelli utilizzati come richiamo vivo.

Secondo le associazioni sarebbe stata una follia. Non solo perché non ci sarebbe più tutela per gli animali ma anche perché questi emendamenti, qualora dovessero entrare a far parte della legge nella sua formulazione finale, esporrebbero l’Italia a serie procedure di infrazione da parte dell’Unione Europea. Come spiegano gli animalisti:

Anzitutto si tratta di un’iniziativa formalmente inammissibile, perché le proposte dell’on. Pini non trattano del recepimento di nuove direttive comunitarie ma vertono su parti della legge italiana non oggetto di procedure di infrazione e che anzi sono state già sanate dal Parlamento, dopo la pesante condanna giunta dalla Corte di Giustizia europea nel 2010. Al contrario, le proposte Pini riporterebbero paradossalmente l’Italia in clamorosa e plurima infrazione, con la conseguenza di una condanna questa volta definitiva, ai sensi dell’articolo 260 del Trattato dell’Unione europea, e la robusta imposizione di sanzioni economiche. Ma è anche dal punto di vista sostanziale che le proposte Pini appaiono gravissime e persino provocatorie

, Geapress, Abolizione Caccia

1 febbraio 2012
In questa pagina si parla di:
Fonte:
Lascia un commento