Caccia alle balene: il Giappone continuerà

Il Giappone proseguirà la caccia alle balene in Antartico, a dispetto della recente sentenza della Corte Internazionale di Giustizia dell’Aja. Lo ha annunciato nelle scorse ore il ministro della Pesca Yoshimasa Hayash, sollevando le immediate proteste degli ambientalisti e lo sdegno della comunità internazionale.

Il tribunale dell’ONU aveva infatti dichiarato illegittimi nei giorni scorsi i fini scientifici addotti dal Giappone per aggirare la moratoria internazionale sulla caccia alle balene, datata 1986. Una decisione che decretava di fatto lo stop alla caccia alle balene, ponendo fine a una lunga controversia con l’Australia.

La sentenza, salutata con gioia dagli attivisti di Greenpeace e di Sea Shepherd, da anni impegnati a bloccare con ogni mezzo la caccia alle balene in Antartico, rischia ora di essere ignorata dal Giappone che intende rivedere il programma di ricerca e le quote per la caccia a fini scientifici delle balene nell’Oceano Pacifico, ma non stoppare del tutto le spedizioni.

Nello specifico, la quota delle balene da uccidere nel Pacifico settentrionale è scesa da 500 a 320. Di queste 100 sono balenottere minori, 20 balenottere di Bryde e 90 balenottere di Sei. Queste ultime sono tra le specie più minacciate e, a testimonianza dei falsi intenti scientifici della caccia alle balene perpetrata dal Giappone, sono anche le più pregiate sotto il profilo commerciale.

La caccia alle balene, stando alle ultime dichiarazioni del ministro della Pesca nipponico, riprenderà tra qualche giorno, subito dopo la visita del presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Dura e immediata la replica di Greenpeace.

In un comunicato, l’associazione ambientalista ha condannato con fermezza la decisione del Giappone che viola la moratoria internazionale e le recenti disposizioni dell’Aja sulla caccia delle balene ai fini della ricerca scientifica. Come ha sottolineato Alessandro Giannì, responsabile delle campagne di Greenpeace Italia:

Non esiste nessun criterio scientifico per le nuove quote di caccia così come per quelle precedenti. Ovviamente il Giappone ha scelto ancora una volta di sfidare la comunità internazionale e crediamo che tutti i Paesi, a cominciare dall’Italia, dovrebbero agire con fermezza per fermare questa evidente violazione della decisione della Corte di Giustizia.

22 aprile 2014
I vostri commenti
FRANCO, mercoledì 23 aprile 2014 alle9:50 ha scritto: rispondi »

si puo' vivere bene senza mangiare le balene , e la ricerca scientifica e' una scusa ,non acquistiamo piu' auto fatte in giappone !!!!

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