Cacao: Nestlé sotto accusa per lavoro minorile forzato nella raccolta

Nestlé si trova di fronte a una nuova azione legale collettiva negli Stati Uniti, accusata di impegnarsi in una iniziativa di marketing ingannevole nascondendo il fatto che utilizzerebbe lavoro minorile e schiavistico nella raccolta del cacao, necessario per produrre la sua famosa cioccolata.

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Nello specifico la proposta di class action è stata portata di recente in una corte distrettuale degli Stati Uniti, nel Massachusetts, da Danell Tomasella, il quale indica che Nestlé USA avrebbe ingannato i consumatori omettendo di informare loro che i suoi marchi come Crunch e Butterfinger potrebbero contenere cacao coltivato da minori costretti ai lavori forzati. Se lo avessero saputo, i clienti non avrebbero comprato i suoi prodotti, sottolinea. Si legge nel documento legale che:

Nella catena di fornitura di Nestlé per i suoi prodotti a base di cioccolato per i consumatori sono le peggiori forme di lavoro minorile. […] Nel corso del marketing e della vendita dei suoi prodotti a base di cioccolato, tuttavia, Nestlé omette e non rivela che i suoi prodotti a base di cioccolato usano manodopera infantile e schiavista nella catena di approvvigionamento.

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L’azione legale afferma inoltre che Nestlé USA non avrebbe richiesto ai propri fornitori di porre rimedio a tale pratica, nonostante sia consapevole della presenza di lavoro minorile e schiavista nella sua catena di approvvigionamento del cacao.

Nestlé si difende: il responsabile delle comunicazioni aziendali negli Stati Uniti, Josh Morton, ha dichiarato che si tratterebbe di una causa “copia carbone” di quella precedentemente depositata e respinta da un tribunale della California e che l’azienda starebbe facendo di tutto per ridurre tale pratica.

15 febbraio 2018
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