Il problema della plastica e dell’immondizia in mare sta creando non pochi danni all’habitat marino e ai suoi abitanti. Nonostante il divieto di fabbricazione delle buste di plastica, in favore delle biodegradabili, l’ambiente acquatico è saturo di detriti e rifiuti.

Una situazione molto seria che sta letteralmente soffocando l’ecosistema acquatico e rendendo la vita dei suoi abitanti un tormento asfissiante. La plastica possiede un processo lento di smaltimento, il più delle volte viene abbandonata e ingerita dagli animali. E questo ne provoca la morte per soffocamento. Non sono rari i caso di balene morte per la troppa plastica ingerita, oppure delfini e tartarughe stritolati da sacchetti o imprigionati da cordoni di plastica.

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Per questo motivo la Mauritania, dal 2 di gennaio, ha bandito le buste di plastica. Una scelta radicale per il paese dell’ Africa nord-occidentale, deciso a contrastare la strage silenziosa di tartarughe, balene, pesci, delfini e dell’ecosistema marino.

Vietata quindi la fabbricazione, la commercializzazione e l’utilizzo delle buste di plastica, per i trasgressori fino ad un anno di carcere e una multa di 2.500 euro. A farsi portavoce dell’iniziativa di governo è stato il ministro dell’Ambiente, Amedi Camara, il quale ha dichiarato:

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«la quasi-totalità degli imballaggi in plastica non viene riciclata e viene dispersa in mezzo alla natura. Spesso pezzi di plastica vengono ingeriti da pesci e bestiame, provocando la loro morte».

8 gennaio 2013
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