La Commissione UE segue l’esempio italiano contro l’uso delle buste di plastica. Secondo la direttiva appena adottata dall’organo europeo gli Stati Membri dovranno introdurre, scegliendo in autonomia le soluzioni ritenute migliori, disposizioni che ne limitino l’utilizzo. A darne notizia il commissario europeo per l’Ambiente Janez Potocnik.

La progressiva messa al bando delle buste di plastica prende il via dall’iniziativa italiana del 2011, quando il nostro Paese ha scelto di vietarne l’utilizzo in favore di “shopper” biodegradabili. Ora l’iniziativa europea, resa necessaria secondo Potocnik dal crescente livello di inquinamento ambientale derivato:

Ci siamo mossi per risolvere un gravissimo problema ambientale che è sotto gli occhi di tutti. Ogni anno in Europa sono più di 8 miliardi le borse di plastica che si trasformano in immondizia, con pesanti danni per l’ambiente. Alcuni Stati membri sono già riusciti a limitare di molto il loro uso e se altri facessero altrettanto il consumo in tutta l’Unione Europea potrebbe addirittura ridursi dell’80%.

Soddisfazione è espressa da Legambiente, che attraverso il proprio vicepresidente Stefano Ciafani commenta così l’iniziativa:

Ottima l’iniziativa del commissario per l’ambiente UE Potocnik per combattere l’inquinamento provocato dalle buste di plastica. Quello che serve per ridurre gli shopper di plastica è un cambiamento di rotta radicale e la proposta di direttiva europea, presentata oggi, va proprio in questa direzione sancendo che il principio della tutela ambientale può derogare a quello della libera circolazione delle merci.

Ben venga allora l’introduzione di misure che prevedono la possibilità di tassare, introdurre target nazionali di riduzione o di vietare l’uso delle buste di plastica prendendo esempio dai Paesi virtuosi che fanno scuola su questo fronte e che hanno già adottato da diverso tempo queste misure. L’Italia è una di queste e la sua esperienza non è più considerata un’esperienza da condannare con una procedura di infrazione, ma un esempio virtuoso e ripetibile in tutti gli altri stati membri.

Sentimenti condivisi dal ministro dell’Ambiente italiano Andrea Orlando, che ricorda come alla base del provvedimento ci sia stata l’iniziativa italiana:

Sostengo con convinzione l’iniziativa della Commissione Europea e, anzi, rivendico con orgoglio che l’Italia in questa materia è all’avanguardia, avendo una normativa che mette al bando i sacchetti che non siano di materiale biodegradabile e compostabile.

5 novembre 2013
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