Le buste di plastica hanno i giorni contati: sempre più nazioni al mondo, Italia inclusa, hanno deciso di vietarle, perché una delle prime cause d’inquinamento dei corsi d’acqua, di morte degli animali marini e di depauperamento della flora boschiva. L’ondata ambientalista però fa fatica ad attecchire negli Stati Uniti, dove ancora poche sono le città che hanno escluso il ricorso a sportine di plastica per fare la spesa. Un segnale positivo arriva da Los Angeles, che diventerà presto la più grande città a stelle e strisce “bag free”.

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A inaugurare le danze sono state le Hawaii qualche mese fa, con il divieto totale di utilizzo di buste di plastica su tutta l’isola. Sono seguite quindi diverse località della California, come Santa Monica, West Hollywood, Pasadena e Long Beach, mentre è ora il turno di Los Angeles: il consiglio cittadino ha approvato nuove norme per l’esclusione dei sacchetti di plastica, l’ordinanza sarà effettiva non appena verrà controfirmata dal sindaco.

Nel dettaglio, le nuove norme puntano non solo al divieto in sé, ma anche all’educazione dei consumatori. Oltre a non potersi più avvalere di borse di plastica per una lunga varietà di negozi – in particolare gli alimentari – i clienti dovranno pagare 10 centesimi per ogni sacchetto nuovo che richiederanno giunti in cassa. In questo modo, si vuole stimolare la popolazione a dotarsi di soluzioni riutilizzabili, come sacchetti in tessuto o in fibra naturale. Sarà un provvedimento importante quello della città degli angeli, dati i 2 miliardi di sacchetti inquinanti consumati ogni anno, che con l’ordinanza scenderanno fino al 75% in meno.

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Kirsten James, policy director dell’organizzazione Heal The Bay, ha così commentato l’importante iniziativa:

Questa è la più grande città della nazione ad affrontare la questione della dipendenza da borse usa e getta. Si manda così un grande segnale a Sacramento, affinché venga creata una politica per tutto lo stato.

I negozi più grandi, ovvero quelli con margini annuali maggiori ai 2 milioni di dollari o da locali più grandi di 10.000 piedi quadrati, dovranno adeguarsi al nuovo regolamento entro gennaio del 2014. Le attività più piccole o a conduzione familiare, invece, avranno tempo fino a giugno dello stesso anno.

23 giugno 2013
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