Buste di plastica biodegradabili ancora al centro delle polemiche. Secondo AssoEcoPlast l’articolo 2 del cosiddetto “decreto ambiente” introdurrebbe una distorsione tale nel mercato della plastica per imballi da favorire di fatto un unico soggetto commerciale. Una situazione che l’associazione dei produttori di materiali plastici giudica insostenibile, tanto da presentare questa mattina una richiesta d’intervento all’Antitrust.

Nel campo delle buste biodegradabili come detto è accesa la polemica ormai da mesi, inasprita dal nuovo provvedimento del Governo Monti. Secondo l’AssoEcoPlast nel documento si avvantaggia un’unica impresa a discapito dell’intero settore. Il testo di legge, secondo i produttori di plastica:

Danneggerà enormemente centinaia di aziende del settore, mettendo così a rischio 8/10.000 posti di lavoro su tutto il territorio nazionale e, in pratica, un’intera filiera industriale. A ciò si aggiunge una perdita di fatturato di quasi un miliardo di euro, che in gran parte finirebbe all’estero, con serie conseguenze negative anche sulle entrate fiscali (circa 120 milioni di euro).


Le critiche al decreto legge, nella riformulazione uscita dalla Commissione Ambiente del Senato, non si esauriscono all’aspetto meramente commerciale. Secondo l’associazione i benefici all’ambiente sarebbero praticamente inesistenti, oltre che illogiche dal punto di vista tecnologico ed economico:

Si prende una via opposta a quella scelta dai paesi ritenuti all’avanguardia in termini di normative ambientali, eliminando completamente la possibilita’ di commercializzare sacchi in plastica resa biodegradabile con additivi verdi e comunque riciclabile al 100%, pienamente compatibili con l’ambiente.

29 febbraio 2012
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