Buran: vento gelido siberiano si abbatte sull’Italia, tutte le info

Il vento gelido Buran è al centro dell’attenzione in questi giorni per l’allerta meteo diffusa in larga parte d’Italia. Ad accompagnarne il passaggio diverse nevicate, più o meno intense. Sotto la neve quasi tutto il Centro Italia (ad eccezione di Toscana ed Emilia Romagna), in compagnia di alcune Regioni del Sud come Campania, Basilicata, parte del Molise e alcuni Comuni della Puglia.

Il Buran è un vento tipico della zona siberiana e della Mongolia, gelido e in grado di soffiare anche a velocità rilevanti. Lo accompagnano, proprio come sta accadendo ora in Italia, nevicate e gelate. Il suo passaggio sulla Penisola italiana è avvenuto aggirando la catena alpina, provocando così un crollo repentino e marcato delle temperature.

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Un fenomeno che può rappresentare una conseguenza delle variazioni climatiche mondiali secondo Massimiliano Fazzini, climatologo e docente presso l’Università di Camerino e di Ferrara ed esponente dell’Associazione Italiana di Geografia Fisica e Geomorfologia:

L’ondata di maltempo che da alcuni giorni sta interessando in maniera estesa e continua l’intera Penisola evidenzia quanto inizino ad essere evidenti i segnali di un cambiamento climatico; tanto è variegata la “sinottica” del bacino del Mediterraneo – mare sempre caldo e profondo.

Gli effetti del maltempo, poi, determinano problematiche “idrogeologiche”e”biometeorologiche” molto diversificate procedendo dal settentrione verso il Meridione del Paese, in relazione alla sua complessità geografica e morfologica.

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Molta confusione si è fatta in questi giorni su siti Internet e giornali cartacei intorno al termine con cui viene definito questo particolare vento gelido siberiano. Lo stesso Fazzini ha sottolineato quale sia la definizione corretta e spiegato l’eccezionalità di tale evento meteorologico:

Occorre ricordare che i termini “Burian, Burano e Buriana” non esistono nella nomenclatura meteorologica mentre il BURAN è un vento gelido e secco tipico della Siberia orientale e della Mongolia. Le fenomenologie associate a tale avvezione fredda dovrebbero essere complessivamente modeste, visto che l’aria in arrivo è si molto fredda ma decisamente secca.

Il pericolo più impellente per la popolazione diverrà cosi il ghiaccio. Un significativo miglioramento di tali condizioni è atteso per mercoledì, ma la situazione non si sanerà totalmente prima del prossimo fine settimana. Evidentemente dunque non saranno con ogni probabilità le fenomenologie ad essere eccezionali, ma la durata dell’ondata di freddo relativamente al periodo dell’anno, visto che il primo Marzo debutta la Primavera meteorologica.

Gli eventi meteorologici estremi sono destinati a divenire la regola nei prossimi anni, secondo quanto sostenuto da un crescente numero di scienziati climatologi. Una tesi sposata anche da Fazzini, che ha concluso:

Dovremmo sempre più abituarci a queste anomalie meteo – climatologiche, con ogni probabilità strettamente dipendenti dal riscaldamento globale in atto e la popolazione dovrà “adattarsi” a tali nuove condizioni e anzi beneficarne attraverso una politica di gestione dell’ambiente che i Comuni hanno iniziato a perseguire anche mediante la redazione di Piani di Adattamento ai cambiamenti climatici e ai contratti di fiume – lago – costa.

26 febbraio 2018
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