Quarant’anni e non sentirli. Greenpeace è senz’altro una tra le associazioni ambientaliste più celebri al mondo, capace di entrare nell’immaginario di tutti grazie alla sua presenza critica costante nelle scelte politiche mondiali e alle sue campagne altamente spettacolari. Esattamente 40 anni fa, venne messa in atto la prima “missione” sulla base della quale un piccolo manipolo di attivisti decise di dar vita a un’associazione innovativa per moltissimi aspetti.

Il tentativo, fra l’altro fallito, fu di provare a bloccare gli esperimenti nucleari statunitensi in Alaska. Una piccola imbarcazione, un vecchio peschereccio, salpò da Vancouver alla volta di Amchitka. Il test si fece lo stesso, ma il mondo si fermò a riflettere su ciò che stava accadendo e ad applaudire i coraggiosi attivisti nonviolenti che avevano provato a dire di NO. Quel glorioso insuccesso diede il la per le numerose vittorie che sono venute da lì in avanti.

Greenpeace Italia, celebra il tutto con un comunicato molto asciutto, eppure giustamente ricco di orgoglio:

Indipendenza, non-violenza, azioni creative, sono i principi che hanno motivato i nostri fondatori nel 1971. Oggi, 40 anni dopo, sono ancora gli stessi e ci hanno permesso di costruire una storia piena di vittorie.

Insieme, in quarant’anni, abbiamo ottenuto importanti risultati. C’è ancora molto da fare: per costruire un futuro verde e di pace abbiamo bisogno di sostegno e partecipazione. Abbiamo bisogno di te.

Multinazionali convinte a non distruggere più le foreste per l’olio di palma. Le aziende HiTech che decidono di eliminare gradualmente le sostanze tossiche dai propri prodotti. Il divieto di scarico di rifiuti radioattivi in mare o la fine della caccia commerciale alle balene. Il Trattato Antartico o l’introduzione di nuova tecnologia verde per i frigoriferi. In tutti questi casi, Greenpeace è stata una forza per il cambiamento.

Quindi, quarant’anni di lotte portate avanti seguendo gli ideali dell’ambientalismo e della nonviolenza, interpretati in senso molto anglosassone. Ma anche anni in cui l’associazione ha imparato sempre di più comunicare con i media, creando, quasi, un vero e proprio brand nel settore delle “proteste ambientaliste”. Questa spettacolarizzazione delle proprie azioni ha attirato, negli anni, non solo interesse e stima da parte di un pubblico larghissimo, ma sovente anche delle critiche.

A noi non resta che augurare a Greenpeace di spegnere molte altre candeline e ottenere molte altre vittorie.

15 settembre 2011
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