Un misterioso animale appare in Thailandia e invade i social network diventando, come spesso accade, un fenomeno virale. Dal corpo simile a quello di un bovino e il muso lontanamente affine a quello di un rettile, il già ribattezzato “bufalo-coccodrillo” sta attirando le attenzioni di moltissimi navigatori. Tra chi sostiene si tratti di una bufala, approfittando con ironia del nome, e chi richiama singolari teorie sugli ibridi sconosciuti in natura, le ragioni alla base di questo esemplare appaiono in realtà più semplici e consistenti da comprendere.

Le immagini dell’animale sono state distribuite dai media locali nelle scorse ore: l’esemplare sarebbe nato pochi giorni fa vicino ad High Rock, nei pressi di Wanghin, e sarebbe deceduto poco dopo il parto. In poco tempo molte persone dei vicini villaggi si sarebbero accalcate per ammirare l’insolito animale, portando in dono fiori e spezie, poiché la nascita è stata considerata di buon auspicio. Dalla pelle e dal manto scuro, quasi rugoso, e dal muso allungato, di primo acchito il quadrupede appare come una sorta di ibrido tra un coccodrillo e un bufalo. Ma andando oltre l’improbabile ibridazione, due appaiono le motivazioni più realistiche: un problema genetico del piccolo o, in alternativa, un’alterazione del corpo dopo il decesso.

Dalle immagini distribuite sui social, la visione frontale del corpo potrebbe davvero far pensare a un coccodrillo, per la pelle rugosa e il muso allungato. La visione laterale, tuttavia, mostra chiaramente le orecchie tipiche del bufalo, suggerendo come la viralità dello scatto sia forse questione di un gioco di prospettive. Sebbene al momento non giungano delle spiegazioni ufficiali, la motivazione più diffusa tende a ipotizzare un problema genetico nello sviluppo del quadrupede, nato con alcune malformazioni e deceduto poco dopo al parto, così come anche a un raro caso di ittiosi. Per altri, come riportato nelle sintesi dell’Inquisitr e del Mirror, dopo il decesso il cadavere potrebbe essere stato sottoposto ad alcune alterazioni, poiché il colore e la conformazione della pelle potrebbero essere compatibili con ustioni da fiamma. In attesa di conferme e smentite – in particolare sulla seconda ipotesi, giudicata comunque remota – non resta che pazientare ancora qualche giorno per la definitiva risoluzione della vicenda.

6 ottobre 2015
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