Lungo la costa della Sardegna, all’interno dello splendido Parco dell’arcipelago della Maddalena, sorge una piccola isola, chiamata Isola Budelli. Luogo incontaminato e di una bellezza disarmante, con più di 12 km di costa ed un’area occupata di 1,60 km², e caratterizzato dalla presenza di spiagge rosa, uniche al mondo, è stata ceduta dallo Stato a un privato.

L’acquirente, un miliardario neozelandese di nome Michael Harte, ha dovuto sborsare una cifra “irrisoria” per questo gioiello: 1,92 milioni di eur, ovvero il risultato dell’asta pubblica che ha irresponsabilmente messo in vendita un bene naturale di tali proporzioni. Il prezzo basso si giustifica, probabilmente, grazie ai forti vincoli di tutela presenti sul territorio. Harte non potrebbe, anche volendo, devastare l’isola. Avrebbe anche dichiarato che non sarebbe quella la sua intenzione.

Anche se fosse, “chi ci garantisce per il futuro?”. Se lo chiede Alfonso Pecoraro Scanio, ex segretario dei Verdi e attuale professore alla Bicocca e a Tor Vergata, che dalle pagine di Change.org (celebre sito di appelli) lancia una petizione: 10 mila firme per fermare lo scempio di un bene pubblico ceduto al privato. L’appello è diretto al Presidente Giuseppe Bonanno, Direttore Parco Nazionale Arcipelago La Maddalena, oltre che ad altre istituzioni per conoscenza (in primis il ministro per l’Ambiente, Andrea Orlando).

Che appigli ci sono per salvare l’Isola Budelli, essendo ormai stata ceduta? Il testo dell’appello lo spiega:

Il parco nazionale della Maddalena, ai sensi della Legge Quadro sulle Aree Protette (la legge n. 394 del 1991), può esercitare entro 90 giorni il diritto di prelazione, decidendo di comprare per lo stesso importo questo gioiello.

In questo modo, con una campagna di raccolta fondi fattibile, si potrebbero racimolare facilmente quei 1,92 milioni di euro, da restituire al banchiere neozelandese. Ci sono però altri ostacoli di natura legale, come nota lo stesso Pecoraro Scanio:

Fino al 31 dicembre una norma impedisce agli enti pubblici di comprare immobili, persino nel caso in cui riescano a raccogliere donazioni private. Eppure, se al parco fosse consentito di promuovere una raccolta di fondi con la garanzia di acquisire davvero al patrimonio pubblico l’isola di Budelli, potremmo essere in molti a contribuire.

Ecco perché mi rivolgo non solo a Lei, nella qualità di Presidente del parco della Maddalena, che per legge è il titolare del diritto di prelazione, ma anche ai ministri dell’Ambiente e dell’Economia, al Presidente della Regione Sardegna e al Direttore dell’Agenzia del Demanio perché, ciascuno nella propria competenza, contribuisca a rimuovere gli ostacoli di legge e metta a disposizione le risorse necessarie, con fondi pubblici o raccogliendo donazioni private, affinché l’isola di Budelli diventi un bene dello Stato.

L’ideatore dell’appello conclude, infine, così:

Si tratta di un tesoro unico al mondo. Si tratta di non svendere l’Italia.

Sono richieste diecimila firme. Mentre scriviamo la quota di 8000 firme è stata già ampiamente superata.

17 ottobre 2013
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I vostri commenti
maria assunta ragnedda , martedì 22 ottobre 2013 alle17:35 ha scritto: rispondi »

salve , vorrei essere informata di come fare per firmare la petizione , grazie

Aldo Multari, venerdì 18 ottobre 2013 alle22:20 ha scritto: rispondi »

Prof Pecoraro Scanio ci siamo conosciuti a Cittanova. Io sono il rappresentante dei Verdi di Zona. Informami su cosa devo fare per rendermi utile per la causa. Come fare ad esempio per firmare

pistillones, giovedì 17 ottobre 2013 alle15:22 ha scritto: rispondi »

Ma perchè non se la compra Pecoraro Scanio? Ma perchè lo stato non ha utilizzato il diritto di prelazione? Che raccolgano i fondi i politici che non si sono dimezzati lo stipendio

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