Buco dell’ozono: 4 nuovi gas tra le cause

Un recente studio condotto dai ricercatori della University of East Anglia ha scoperto quattro nuovi misteriosi gas responsabili del buco dell’ozono. L’ozono è una barriera fondamentale che ci protegge dai raggi ultravioletti nocivi, riducendo il rischio di cancro negli umani e contrastando l’insorgenza di problemi riproduttivi negli animali.

Dallo studio pubblicato sulla rivista scientifica Nature Geoscience emerge che, oltre a quelle già note e vietate da tempo, ci sono almeno quattro sostanze nocive, prodotte dall’uomo, che stanno contribuendo al buco dell’ozono. Dal 1987, in base alle norme restrittive contenute nel protocollo di Montréal, l’impiego di clorofluorocarburi, principali indiziati del buco dell’ozono, è stato ampiamente limitato.

I clorofluorocarburi sono usati come gas refrigeranti e come propellenti nei prodotti spray di uso comune, tra cui deodoranti e lacche per capelli. Nel 2010 si è giunti alla messa al bando drastica di questi composti, bloccandone a livello globale la produzione. I nuovi gas responsabili del buco dell’ozono individuati dai ricercatori inglesi purtroppo non hanno una fonte altrettanto ben definita. Al momento gli scienziati non sono riusciti a individuarne l’origine. Un grave problema, poiché due di questi gas si stanno accumulando a livelli definiti preoccupanti dagli studiosi.

Tre dei nuovi gas scoperti rientrano nei clorofluorocarburi, uno fa parte degli idroclorofluorocarburi. A preoccupare maggiormente gli esperti è il CFC-113a, le cui concentrazioni sono in crescita. Tutti e quattro non erano presenti nell’atmosfera fino al 1960, dato che indica chiaramente una loro matrice umana. I gas sono stati individuati sia nei campioni d’aria prelevati nelle nevi perenni della Groenlandia, un archivio affidabile di tutte le sostanze inquinanti emesse negli ultimi 100 anni, sia nei campioni atmosferici provenienti da Cape Grim in Tasmania.

L’équipe di scienziati, coordinata dal dottor Johannes Laube, ha stimato un totale di 74 mila tonnellate di questi gas presenti nell’atmosfera. Una quantità modesta che potrebbe però compromettere gli sforzi per la riduzione del buco dell’ozono, esponendo l’umanità intera a seri rischi per la salute. Il dottor Laube nutre dei sospetti sulle fonti di questi gas:

Non sappiamo ancora da dove vengano emessi questi nuovi gas ma dovremmo scoprirlo. Le possibili fonti includono i prodotti chimici utilizzati come materie prime per la produzione di insetticidi e i solventi per la pulizia delle componenti elettroniche.

10 marzo 2014
Fonte:
BBC
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