Buco dell’ozono: nuova minaccia da misterioso aumento CFC in Asia

Le sostanze chimiche che distruggono l’ozono (CFC) sono in aumento e gli scienziati non sanno chi sia il colpevole. Si sta cercando in ogni modo di trovare e fermare la misteriosa fonte di tali emissioni nocive, ma gli esperti credono che sia localizzata in qualche parte all’interno dell’Asia orientale.

In passato comuni nei frigoriferi, nelle bombolette degli aerosol e nei prodotti chimici per il lavaggio a secco, i clorofluorocarburi o CFC sono stati banditi nel 1987 dopo che è stato scoperto che hanno contribuito alla creazione di un gigantesco buco nello strato di ozono che si forma sull’Antartico ogni anno, a settembre.

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Dato che questo fragile “scudo” protegge la vita animale e vegetale sulla Terra dai potenti raggi UV, quando si indebolisce – a causa dei prodotti chimici utilizzati dall’uomo – permette a questi raggi ultravioletti di arrivare sul nostro Pianeta, colpendo gli umani e rendendoli più esposti al cancro alla pelle, alla cataratta e ad altre malattie. Crea anche conseguenze negative alle piante. Ora gli scienziati statunitensi della National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) hanno scoperto un pericoloso aumento dei CFC da una fonte sconosciuta:

Stiamo sventolando una bandiera per la comunità globale dicendo: “Questo è quello che sta succedendo, e sta impedendo il recupero tempestivo dello strato di ozono”. Abbiamo concluso che è molto probabile che qualcuno stia producendo il CFC-11. Non sappiamo perché dovrebbe farlo e se è stato creato per uno scopo specifico, o inavvertitamente come prodotto secondario di qualche altro processo chimico.

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Pare che la causa possa esser ricercata in una nuova produzione non dichiarata in Asia orientale, ma saranno necessari ulteriori lavori per capire esattamente perché tali emissioni di CFC siano in aumento e, soprattutto, se sia possibile fare qualcosa al più presto per tentare di tutelare l’ozono.

17 maggio 2018
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