La NASA determina le cause dell’aggravamento nel 2011 dei livelli di ozono sopra l’Artico. Le ricerche condotte dall’ente spaziale statunitense hanno portato i ricercatori USA a stabilire come la situazione vari a seconda della combinazione di fattori quali i prodotti chimici diffusi dall’uomo, temperature estremamente fredde e atmosfera stagnante. L’attenzione in particolare è stata concentrata sul periodo di marzo, mese in cui l’assottigliamento dello strato di ozono ha conosciuto il suo grado massimo.

>>Scopri come dal 2060 l’Artico sarà navigabile per colpa dei cambiamenti climatici

La presenza contemporanea dei tre fattori responsabili della diminuzione dello strato di ozono non si verifica, spiegano i ricercatori, con particolare frequenza. Questo porta il Polo Nord, quello artico, a situazioni di deficit solitamente inferiori (oltre che più brevi) rispetto a quelle manifestate nel Polo Sud, quello antartico. Eccezionale quindi quanto si è verificato nel 2011, quando l’Artico ha visto livelli anche del 20% più bassi rispetto alle medie invernali.

>>Leggi i dati relativi al previsto collasso del ghiaccio Artico, atteso entro 4 anni

Secondo il nuovo studio, pubblicato sul Journal of Geophysical Research-Atmospheres, quello che è accaduto nel 2011 è la combinazione di fattori quali la presenza di cloro nell’atmosfera artica, il principale responsabile del fenomeno di distruzione del gas, oltre ad un clima insolitamente freddo per il periodo primaverile e la persistenza di simili temperature. A questo si sono aggiunte le particolare condizioni atmosferiche, il perdurare dei “vortici polari” (correnti circolari di aria fredda) che hanno impedito alle correnti ventose provenienti dai tropici di trasportare nuovo ozono verso la regione artica fino ad aprile.

Un’annata davvero particolare sostiene uno degli autori principali dello studio, Susan E. Strahan, scienziato della NASA presso il NASA Goddard Space Flight Center di Greenbelt, nel Maryland:

Si può senza timore di smentita affermare che il 2011 è stato un anno davvero atipico: in oltre 30 anni di raccolte dati satellitari, noi non abbiamo mai visto un simile freddo durare così a lungo.

I livelli dell’ozono Artico sono probabilmente i più bassi mai registrati, ma sono ancora significativamente alti rispetto a quanto registrato in Antartide. È stato perso circa la metà del quantitativo di ozono perduto dall’Antartide e l’ozono è rimasto ben al di sopra delle 220 unità Dobson, che rappresentano la soglia oltre la quale la perdita può essere definita “buco” nell’Antartide, così che per l’Artico nel 2011 non si possa parlare di vero e proprio buco dell’ozono.

12 marzo 2013
In questa pagina si parla di:
Fonte:
Lascia un commento