La Bryonia utilizzata in omeopatia viene dalla pianta conosciuta con il nome scientifico di Bryonia alba. Questa specie erbacea perenne appartiene alla famiglia delle Cucurbitaceae, alla quale appartengono anche zucche e cocomeri. Il rimedio omeopatico si ottiene diluendo e dinamizzando la tintura madre ottenuta dalle sue radici fresche.

Al fine di ottenere la Bryonia utilizzabile in omeopatia le radici della Bryonia alba devono essere raccolte prima della fioritura, che avviene da aprile a maggio. Risulta tossica soprattutto nella radice e nelle bacche, che nel caso di ingestione accidentale possono portare a seri episodi di vomito e diarrea. Dosi elevate possono risultare mortali provocando l’arresto dell’apparato cardiocircolatorio. Può provocare anche irritazioni cutanee con ulcere e vescicole.

Proprietà curative

Sensazioni di vertigini, nevralgie quali sciatica (infiammazione del nervo sciatico o sciatalgia), rigidità dei muscoli del collo e della nuca o nevralgia del trigemino sono possibili applicazioni per la Bryonia.

A queste si aggiungono anche cefalee che tendono a risultare più oppressive in ambienti chiusi e caldi, spesso con la contemporanea presenza di stipsi, vertigini, disturbi digestivi o febbre. Altre possibili applicazioni sono il mal di testa che segue un’accesa discussione o una forte arrabbiatura.

Per quanto riguarda invece l’apparato uro-genitale vengono considerate come trattabili dalla Bryonia la gotta con problematiche a carico dei reni, bruciori all’uretra che si attenuano durante la minzione (con urina scarsa e di colore scuro) e cistiti con esigenza di urinare con urgenza o episodi di incontinenza.

Trattabili anche fitte ai testicoli avvertite quando seduti, mammelle doloranti, cisti ovariche, dolore post parto, dismenorrea o amenorrea, dolori ovarico premestruali che aumentano con l’arrivo delle mestruazioni.

L’apparato digerente è invece coinvolto nei casi di difficoltà a digerire, nausea, vomito, eruttazioni frequenti, dolori all’altezza dello stomaco, stipsi, esigenza di defecare provocata da qualsiasi movimento e difficoltà nell’espulsione causata da feci secche e dure. Possono avvenire, per quanto possa apparire un controsenso, anche episodi di diarrea.

Infiammazione agli occhi e alle palpebre accompagnata da gonfiore e dolore, che tendono a peggiorare con il calore, irite, secchezza a gol, bocca, labbra e lingua, afte e alitosi. A carico dell’apparato respiratorio sono invece asma, raucedine, tosse secca, pertosse, secchezza delle mucose, bronchite acuta e afonia, respiro affannato e sensazione di peso sul petto.

Secchezza che può influenzare anche la pelle, la cui situazione tende a migliorare con la sudorazione. Stati febbrili e influenzali, come anche dolori articolari come artriti, artrosi e reumatismi alle articolazioni e ai muscolari.

Dosaggio e indicazioni

La diluizione da utilizzare nel trattamento di tutti i disturbi elencati è di 5 CH, con dosaggio pari a 3 granuli (o 5 gocce) da assumere ogni ora. L’assunzione dovrà essere modificata, riducendo la frequenza, una volta che si siano manifestati i primi segni di miglioramento.

Il soggetto corrispondente all’utilizzo di Bryonia come soluzione omeopatica si ammala con facilità quando esposto agli sbalzi di temperatura. Ha labbra spesso secche e tende a mostrare un’intensa sensazione di sete. Produce spesso feci dure con difficoltà di espulsione, cefalea precedente o contemporanea a raffreddore, tosse e artrite. Ha in genere un fototipo scuro, facile all’irritazione e tendente ad alterazioni colleriche.

6 marzo 2015
I vostri commenti
Giorgio, venerdì 1 luglio 2016 alle12:23 ha scritto: rispondi »

Dove posso trovare estratto fluido di bryonia Grazie

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