Dai broccoli potrebbe arrivare un aiuto naturale contro l’autismo. La notizia in merito all’efficacia di questa verdura crucifera arriva dagli USA, frutto dello studio condotto dai ricercatori del Massachusetts General Hospital for Children e riportato online sul Proceedings of the National Academy of Sciences.

Responsabile degli effetti benefici riconosciuti dai ricercatori ai broccoli sarebbe il sulforafano, una sostanza in essi contenuta. Lo studio è stato condotto per 18 settimane su 44 ragazzi e uomini affetti da autismo, di età compresa tra i 13 e i 27 anni, a metà dei quali è stato somministrato un composto a base di broccoli e altri vegetali. Gli altri hanno invece ricevuto un semplice placebo.

I partecipanti sono stati monitorati annotandone eventuali miglioramenti nelle aree della comunicazione, dell’iperattività e dell’irritabilità, senza che i ricercatori potessero però conoscere la tipologia di somministrazione ricevuta dal soggetto.

Alla 18esima settimana di studio è stato verificato come circa la metà di coloro che aveva assunto sulforafano mostrava condizioni migliori per quanto riguardava le interazioni sociali, miglioramenti attenuati una volta trascorse 4 settimane dall’interruzione della somministrazione.

A indirizzare i ricercatori verso questo soluzione la capacità da parte del sulforafano di replicare il “fever-effect” o effetto-febbre. Durante gli attacchi febbrili alcuni effetti prodotti dall’organismo per ridurre i possibili rischi per le cellule, una pratica che sembra portare a un miglioramento dei sintomi nei pazienti affetti da autismo. Andrew Zimmerman, docente di Neurologia Pediatrica:

Quando abbiamo decifrato il codice, rivelando chi avesse ricevuto il sulforafano e chi il placebo, i risultati non ci hanno sorpresi dal momento che i miglioramenti erano così evidenti.

I miglioramenti visti nella Social Responsiveness Scale sono stati particolamente evidenti e mi è stato detto come sia la prima volta che un miglioramento statisticamente rilevante nella SRS si fosse verificato in un studio farmacologico sulla sintomatologia da autismo.

È importante però notare che il miglioramento non interessa tutti, circa uno su tre non ha avuto miglioramenti, e lo studio deve essere ripetuto in un gruppo di adulti più corposo e nei bambini, qualcosa che speriamo di organizzare quanto prima.

15 ottobre 2014
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