La salute e il benessere delle volpi della provincia di Treviso richiamano l’interesse e l’attenzione di Brigitte Bardot che, ancora una volta, scende in campo in difesa degli animali. L’attrice francese è stata interpellata dall’eurodeputato Andrea Zanoni, che le aveva domandato di intervenire rivolgendo una richiesta al Presidente della Provincia Leonardo Muraro. La supplica di intervento era giunta anche da parte delle associazioni animaliste LAV, ENPA, LAC e OIPA, per uno stop alla mattanza di volpi.

L’attrice sottolinea in una lettera come nel suo paese del cuore, l’Italia, non possa esistere una barbarie così atroce nei confronti delle volpi. E rivolgendosi direttamente a Leonardo Murano dichiara:

Non è possibile, non abbiamo il potere di vita e di morte sulle altre specie. Lei deve abolire questo testo lamentevole che permette di prolungare, nella provincia di Treviso, la pratica crudele della caccia in tana fino alla primavera, nel momento in cui i piccoli sono con la loro madre in una tana e non disturbano nessuno. L’opinione pubblica è disgustata da tutta questa crudeltà questi animali non hanno fatto niente e voi autorizzate il massacro dell’innocente. La caccia in tana è un orrore, così come la cattura, non siamo più al medioevo ed è urgente imparare a rispettare le altre specie, rispettare il nostro ambiente e abolire la barbarie”.

La politica di contenimento richiesta per la provincia di Treviso vedrebbe l’abbattimento di 1.050 volpi in tre anni, ordinanza considerata valida anche dal TAR di Venezia che non ritiene necessaria la sospensione e ha rigettato la richiesta di sospensione dell’uccisione in massa presentata da Enpa, Lav e Oipa. Un procedimento simile era stato avanzato per la zona di Prato, prontamente sospeso grazie all’intervento di una petizione, di numerosi gruppi animalisti e l’interessamento dell’opinione pubblica. Ora Andrea Zanoni confida nel sostegno dell’attrice e attivista francese, per una pronta ed efficace risoluzione in favore delle volpi.

Ringrazio Brigitte Bardot per avermi risposto in tempi brevissimi e mi auguro che, di fronte a questa presa di posizione, la Provincia di Treviso faccia subito retromarcia. Il provvedimento “ammazza volpi” rischia di compromettere l’immagine dell’Italia e del Veneto con ripercussioni pesanti anche sul turismo. Io voglio un Veneto che rispetti gli animali e la natura, ma soprattutto la primavera. Addirittura più di qualche cacciatore mi ha scritto, condividendo l’idea che questa è una pratica che non va fatta. Non riesco a capire l’accanimento contro i cuccioli di volpe. Se Muraro è un presidente responsabile che vuole il bene dei propri cittadini, prenda atto che questa caccia è una pratica aberrante e ritiri la delibera 2638 del 2013. Invito tutti i cittadini a firmare la petizione per fermare il massacro dei cuccioli di volpe.

Ma non tutto è finito per le volpi, nei prossimi giorni le associazioni animaliste presenteranno ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del TAR di Venezia nella speranza che l’uccisione di massa possa essere definitivamente fermata per legge.

20 febbraio 2014
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