L’attrice francese Brigitte Bardot è scesa in campo in difesa dei levrieri spagnoli, meglio noti come Galgo. La Bardot ha lanciato un’espressa richiesta al sovrano di Spagna, re Felipe VI, e a tutto il governo spagnolo, perché cessino subito violenze e brutalità nei confronti di questi animali. I cani vengono utilizzati durante la stagione dedicata alla caccia, in particolare per la cattura della lepre, quindi alla fine del periodo abbandonati senza pietà alla fame e alla solitudine. Ma anche e spesso uccisi in modo brutale, abbattuti perché non più utili e necessari. L’accorata richiesta segue un intervento diretto della Bardot avvenuto nel 1998, quando rivolse un appello al ministro dell’agricoltura, quindi un nuovo intervento nel 2009 diretto a Juan Carlos I.

Le sue parole però sono rimaste inascoltate nel tempo e, negli anni, la mattanza ha continuato a ripetersi per ogni stagione di caccia. Da novembre a febbraio i galgo trovano spazio nella pratica venatoria, ma successivamente finiscono uccisi o abbandonati, turbando animalisti e molti cittadini che recentemente sono scesi in campo per manifestare. Le metodologie per sbarazzarsi di questi poveri cani sono molteplici: appesi e impiccati, linciati, abbandonati e costretti a patire fame e sete. Ma anche gettati in pozzi profondi, oppure buttati dalle scogliere o arsi vivi. Una crudeltà senza pari che in molti mettono in atto, pur di non spendere soldi per tenere in vita l’animale fino alla stagione successiva. La Bardot con la sua fondazione ha lanciato una petizione per l’annullamento di questa barbarie, cercando di catturare l’attenzione del sovrano e di tutta la Spagna con parole accorate e sincere.

[…]Ho ricevuto molte lettere dove viene denunciato questo abominio confrontando la situazione terribile vissuta dai galgo con il massacro di foche in Canada. In molti mi hanno pregato di utilizzare la mia fama per evidenziare questo scandalo di inaudita violenza e viltà umana. […] È indegno per un paese come la Spagna, indegno per l’essere umano e per l’umanità intera[…]”

16 febbraio 2016
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