Brigitte Bardot, da anni fervente animalista, si scaglia in favore dei cani thailandesi vittime di un traffico massiccio per le loro pellicce e la loro carne. L’ex attrice si rivolge direttamente al premier thailandese Yingluck Shinawatra, chiedendo che l’inutile massacro abbia fine. È una vera mattanza di animali, che vengono catturati per le strade oppure rapiti dalle case e poi immessi sul mercato.

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Cifre spaventose, 100.000 i cani uccisi barbaramente ogni anno, e altrettanti vengono trasportati clandestinamente da ogni zona della Thailandia in direzione del Vietnam. È un viaggio del dolore e della morte, 36 ore di sofferenza, rinchiusi e ammassati in gabbie anguste di ferro senza acqua ne cibo. Cani letteralmente impilati come se fossero oggetti all’interno di camion clandestini, per poi raggiungere stremati la meta.

Al loro arrivo li attende una fine brutale, spesso spellati o bolliti vivi senza la compassione della morte. Un vero traffico del dolore che l’attrice vuole bloccare e disinnescare. Nella lettera pubblica destinata al Premier si legge:

Tha Rae (zona nel nord-est del paese) è luogo di immondo traffico, dove si uccidono i cani per la carne e per le loro pellicce in macelli clandestini, dopo che vengono catturati selvaggiamente per le strade o sottratti ai loro proprietari.

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Brigitte Bardot invita alla visione del documentario postato da alcuni attivisti tailandesi su Youtube, dal titolo Hell on Earth – Thailand’s Dog Meat Trade. Un filmato di immagini forti come è la realtà del traffico di cani. Da tempo esiste una cooperazione tra la Fondazione tailandese Soi Dog e la Fondazione Bardot, insieme si attivano per il sequestro dei cani dai camion. Il gruppo si adopera per salvare più cani possibili da morte certa, imbattendosi in situazioni strazianti e terribili.

; QN

18 aprile 2013
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