Tinteggiare le pareti di casa, o dipingere la decorazione di un mobile o di un oggetto fatto con le proprie mani, è una delle attività più frequenti del bricolage. Ma come scegliere le vernici e quali sono le tipologie principali?

La scelta della vernice, soprattutto se si lavora su una parete, non è mai da prendere alla leggera. Oltre a valutare gli scopi e i risultati che si desidera raggiungere, molti altri elementi devono essere presi in considerazione, tra cui l’umidità tipica della casa, la possibile insorgenza di muffe e molto altro ancora. Per questo, prima di procedere, è bene farsi consigliare da un professionista o chiedere informazioni in un negozio di prodotti per il bricolage.

Di seguito, qualche indicazione generica per le vernici per pareti e per legno: naturalmente, l’elenco riportato non entra nello specifico della singola applicazione, né può considerarsi esaustivo della grande varietà sul mercato.

Vernici per pareti

Vernici

Paint cans color palette via Shutterstock

Tinteggiare le pareti di casa può essere un’attività molto soddisfacente, seppur impegnativa, e permette anche di risparmiare denaro. In ogni caso, qualora si avesse timore di non essere in grado, utile sarà affidarsi a un professionista. Molte sono le vernici disponibili per le parete, ma per comodità espositiva si elencheranno qui le tre più frequenti: le idropitture, lo smalto e le tempere.

Le idropitture, così come suggerisce il nome, utilizzano l’acqua come solvente e, per tanto, sono indicate per gli usi interni della casa. Fra queste, vi sono differenti sottogruppi: le traspiranti per i locali umidi, le lavabili utili in caso di problemi di condensa, le igienizzanti per chi dovesse soffrire frequente apparizione della muffa e, infine, le termoisolanti per evitare umidità e condensa.

La tempera è forse la più classica delle vernici e, per questo, anche la più economica. È realizzata a partire dal gesso, unito a coloranti, e non ha particolari proprietà di resistenza, in particolare all’umidità. Lo smalto, infine, è scelto quando si vuole ottenere una finitura lucida, impermeabile e lavabile. Può essere a base d’acqua, un fatto che ne aumenta la sicurezza, oppure con solventi chimici che, in alcuni casi, determinano l’impossibilità di mantenere gli smalti in prossimità di fonti di elevato calore.

A questi si aggiunge il primer, conosciuto anche come fissativo, per facilitare l’operazione di tinteggiatura della parete, nonché per garantire un aspetto uniforme e regolare a un muro non perfettamente liscio, soprattutto se struttura di un vecchio edificio.

Vernici per il legno

Dipingere il legno

Woman painting wood via Shutterstock

Nel campo del bricolage, può capitare di frequente di dover verniciare il legno: un mobile, un oggetto autoprodotto con del compensato e molto altro ancora. Anche in questo caso, la vernice ha una funzione importante: stendere un film sottile protettivo, trasparente o colorato, che permetta allo strumento di mantenersi in buone condizioni per molto tempo.

L’universo delle vernici per il legno non è molto dissimile da quelle da parete: possono infatti prevedere un solvente ad acqua o uno chimico e, non ultimo, possono risultare opache oppure smaltate. La varietà certamente più diffusa è quella delle vernici a base d’acqua: vengono scelte perché non modificano la struttura del legno, non risultando aggressive, sebbene necessitino di tempi d’asciugatura decisamente importanti, anche di un paio di giornate. Quelle a base di solvente, come l’acquaragia, sono solitamente invece indicate per quelle componenti in legno da esterno, affinché possano più facilmente resistere alle condizioni atmosferiche. Allo stesso scopo si ricorre alle vernici ad olio che, grazie al loro forte potere penetrante, offrono una grande protezione e durata. Hanno però tempi di asciugatura molto lunghi e, non ultimo, non sempre garantiscono delle finiture praticamente invisibili. In alternativa, in commercio si trovano le più svariate composizioni per ogni necessità, con solventi specifici a seconda degli usi desiderati.

Quando si lavora con il legno, tuttavia, è indicata un’adeguata preparazione prima di stendere la vernice. Si parte solitamente dall’impregnante, capace di penetrare in profondità nel legno per assicurare una forte azione di protezione. Dopodiché si può sfruttare la turapori, una vernice appositamente creata per ridurre fori e irregolarità del legno più antico, quindi si conclude con la normale tinteggiatura e con il flatting, un film protettivo pensato soprattutto per quegli oggetti costantemente sottoposti agli agenti esterni.

8 novembre 2015
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