Abbellire le pareti con fotografie e quadri è, come facile intuire, la prima e più frequente modalità di decorazione della casa. Eppure non sempre è possibile ricorrere ai classici chiodi, sia per resistenza degli stucchi delle pareti, che per precisi accordi con il proprietario qualora si fosse in affitto. Come fare, di conseguenza, per non rinunciare al piacere della decorazione senza ricorrere al martello?

Sono molte le modalità che possono essere sfruttate per appendere cornici e quadri senza la necessità di chiodi, ma anche piccoli strumenti di uso quotidiano, come leggere mensole. Naturalmente, prima di procedere nella scelta dei materiali, è utile vagliarne la resistenza, la portata massima ed eventuali conseguenze dall’esposizione al freddo, al caldo oppure all’umidità.

Preparazione

Naturalmente, qualora non si possa o non si voglia ricorrere ai chiodi per appendere quadri o piccoli oggetti alle pareti, la soluzione alternativa è quella di ricorrere a materiali adesivi. Prima di procedere, tuttavia, è necessario raccogliere qualche informazione sul progetto che si andrà a realizzare, così come sarà necessario anche preparare la parete ai successivi lavori.

Così come già accennato, non tutte le sostanze adesive sono identiche: il primo passo, di conseguenza, è quello di verificarne la portata. Vi sono nastri adesivi che permettono di mantenere salde alle pareti piccole cornici o cartoncini, schiume in grado di sorreggere piccole mensole, piedini autoadesivi pensati per quadri di dimensioni più generose e molto altro ancora. Solitamente, il peso massimo in etti e chilogrammi è riportato sulle confezioni di questi strumenti. In alternativa, si potrà chiedere informazione al proprio fornitore di fai da te di fiducia, per scegliere la configurazione più consona al proprio progetto.

Verificata la portata, è necessario preparare la parete. Il primo passo è quello di rimuovere gli eventuali residui di sporco e polvere, che potrebbero compromettere la tenuta dell’adesivo: per farlo, è sufficiente utilizzare un panno morbido, meglio se elettrostatico. Se la parete fosse dipinta con vernice lavabile, si potrà sfruttare un panno in microfibra leggermente inumidito in acqua tiepida, magari con qualche goccia di limone o aceto. In caso dopo la pulizia la parete risultasse irregolare al tatto, si può pensare a qualche piccolo intervento di stuccatura.

Materiali e alternative

Sono molti i materiali ideali per appendere oggetti alle pareti senza chiodi e, come già ribadito, questi si differenziano fra di loro per tenuta e portata. Per stampe e fotografie prive di cornici, ad esempio, potrebbe bastare il classico nastro biadesivo. In caso non si volessero rovinare le pareti con i residui di questi nastri, si potrà optare per la pasta adesiva riutilizzabile, un materiale denso e malleabile, lontanamente simile al pongo.

Per oggetti dal peso più consistente, invece, le soluzioni d’obbligo sono altre. Oltre alla classica colla per pareti, la cui tenuta varia a seconda della densità, si potrà optare per le schiume fissamti, disponibili in qualsiasi ferramenta. Queste garantiscono supporto anche a mensole di piccola e media dimensione, preoccupandosi però di non riporre oggetti troppo pesanti o preziosi terminata la messa in posa. La schiuma, tuttavia, tende a fuoriuscire e consolidarsi con la pressione dell’oggetto sulla parete stessa, lasciando sul muro un fastidioso e antiestetico effetto. Per ovviare a questa condizione, da tempo in commercio esistono delle striscette autoadesive, a volte dotate anche di piccolo cuscinetto, capaci di offrire una duratura tenuta.

Infine, il consiglio è di sfruttare anche gli elementi nascosti dalla casa. Le fotografie, ad esempio, potrebbero essere appese con spago e rafia, tramite l’ausilio di mollette da bucato. Il cavo potrà essere legato ad elementi strategici, come mobili adiacenti o vecchi chiodi già presenti, oppure anch’esso fissato con le sostanze adesive di cui sopra. Basta quindi aguzzare l’ingegno, senza troppo esagerare: quadri e mensole in caduta libera, oltre che rompersi, potrebbero rappresentare un rischio per gli abitanti della casa.

20 febbraio 2016
Lascia un commento