Difficile separarsi quando l’amore e l’affetto sono grandi, per questo la morte di un animale domestico è sempre un dolore forte. La perdita di un amore così sincero tocca nel profondo e spesso ci troviamo a desiderare che il nostro cane o gatto possa vivere almeno altri 15 anni in più. Un’utopia, un sogno ma a volte una realtà.

Deve averla pensata così anche Briciola uno scricciolo di cane, mix tra un Chihuahua e un Pinscher Tedesco, deceduto alla veneranda età di 30 anni. Un vero e proprio record anche per un cane di quella taglia, una longevità invidiabile che ha stupito per la sua resistenza. Il piccolo e buffo cagnolino abitava a Chirignago, in provincia di Venezia. Nonostante la rispettabilissima età Briciola ha continuato a condurre una vita serena e attiva, fino ad una settimana fa.

Un vero crollo fisico l’ha raggiunto, debilitandolo nel corpo e nei movimenti. Una lenta fine ma circondato dagli affetti più cari, la famiglia che aveva contribuito a completare. Come sostiene la sua proprietaria:

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«Da una settimana aveva avuto un crollo: non camminava più, bisognava portarlo a bere in braccio o dargli l’acqua con la siringa. Magrissimo, si era consumato poco a poco. Da sabato rifiutava il cibo e solo ogni tanto sembrava riprendersi un po’, muoveva le zampine, leggermente l’occhio e abbaiava flebilmente. Poi l’abbaio diventava più forte, quasi volesse chiamarci tutti al suo cospetto e ribadire il suo ruolo di capobranco più anziano tra i membri della famiglia. È sempre stato un cane forte, sembrava non volesse morire o non ne fosse capace».

Briciola ha tenuto fede ai suoi impegni di cane fino alla fine, riempiendo di affetto e amore la casa di chi l’ha ospitato non curandosi del suo aspetto buffo. Ma piuttosto amandolo proprio per quel corpino esile e scattante, pieno di energia, e per quel mix di razze canine che lo rendeva originale e con un muso bellissimo.

Visitato anche dal direttore del Dipartimento di Scienze cliniche veterinarie dell’università di Padova il piccolo cagnolino aveva ricevuto un attestato di vecchiaia. Ma come sostiene la sua famiglia, al suo fianco per tre decadi, la cosa più importante:

«Non è che sia o meno entrato nel Guinness dei primati per i dati anagrafici, ma per l’affetto che in tutti questi anni ha saputo donare».

23 luglio 2012
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