Gli accordi sulla Brexit rischiano di influire non solo sulle relazioni economiche tra l’Europa continentale e il Regno Unito, ma anche sul destino di numerosi cani e gatti. È quanto ha sostenuto Michel Barnier, a capo delle negoziazioni per l’UE: senza un preciso accordo, gli amici a quattro zampe sia europei che britannici non potranno attraversare il tunnel della Manica.

Le dichiarazioni, pubblicate da un quotidiano francese e rilanciate dall’inglese Sun, sono state raccolte a margine delle indiscrezioni emerse negli ultimi giorni sugli accordi per la Brexit, con l’Europa pronta anche a un “no deal” qualora il Regno Unito non dovesse dimostrarsi disponibile a sciogliere alcune delle questioni sollevate negli ultimi mesi.

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A quanto pare, se entro marzo 2019 un accordo non verrà raggiunto, cani e gatti britannici verranno rimossi dai database del Vecchio Continente sul passaporto felino e canino: di conseguenza, non potranno transitare oltre il tunnel della Manica. Una questione non da poco, poiché sono almeno 250.000 gli animali domestici che si spostano dal Regno Unito al resto d’Europa ogni anno, per accompagnare i loro proprietari durante vacanze, viaggi di lavoro e molto altro ancora. E altrettanti potrebbero essere quelli che, dalle nazioni limitrofe, si recano in Gran Bretagna per gli stessi scopi.

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Al momento, è difficile prevedere se la questione possa trovare risoluzione prima dell’effettiva uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. I negoziati stanno infatti procedendo lentamente e, nonostante oltre sei tornate di confronto, non è stato formalizzato ancora nessun piano. Se l’Europa dovesse davvero optare per un “no deal”, conseguente al rifiuto di ogni proposta da parte del Regno Unito, le conseguenze potrebbero essere molto importanti per Londra, non solo per gli amici a quattro zampe, ma anche e soprattutto per mercati ed economia.

13 novembre 2017
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