Brasile: 70 milioni di polli soppressi per lo sciopero dei trasporti

Lo sciopero dei trasporti sta letteralmente mettendo in ginocchio il Brasile e, oltre alla popolazione, a farne le spese sono anche gli animali. È quanto riferisce il Corriere della Sera, nel comunicare come ben 70 milioni di polli siano stati soppressi come misura d’emergenza. Protestano i produttori, con 120.000 tonnellate di esportazioni andate perdute, ma anche le associazioni animaliste per l’eliminazione di un numero così elevato di animali.

Da qualche giorno, il Brasile si trova a dover fronteggiare uno dei più importanti scioperi della sua storia: gli autotrasportatori hanno incrociato le braccia in tutta la Nazione, rendendo difficile il reperimento anche di beni di prima necessità. Il tutto nasce dall’aumento sensibile dei prezzi del gasolio, così negozi, supermercati e altre attività aperte al pubblico hanno esaurito velocemente i loro prodotti, rimanendo completamente senza scorte.

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Anche gli allevamenti di pollame ne hanno risentito, tanto da rimanere rapidamente senza più mangimi per gli animali. Questi ultimi, spinti dalla fame, avrebbero quindi cominciato ad attaccarsi l’un l’altro, nutrendosi dei resti purtroppo rimasti vittime di queste risse avicole. E, secondo l’associazione dei produttori Abpa, questo comportamento favorirebbe la diffusione di infezioni e malattie anche gravi fra i polli, tanto da costringere gli stessi allevatori a vere e proprie soppressioni di massa. Il problema non viene però risolto con l’eliminazione degli animali poiché, data l’impossibilità di accedere ad adeguati trasporti, le carcasse di questi ultimi non possono essere smaltite, rimanendo accatastate all’interno degli stessi allevamenti.

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Uno scenario analogo, ma non ancora così drammatico da arrivare alla soppressione di massa degli animali, starebbe coinvolgendo anche gli allevamenti bovini. Oltre alla mancanza di cibo per mucche e vitelli, molti animali sarebbero rinchiusi in camion fermi lungo le strade del paese. Su 190 stabilimenti attivi nella produzione di carne bovina, solo 2 avrebbero mantenuto regolari le operazioni di lavorazione. Negli allevamenti, invece, si sta cercando di provvedere al sostentamento degli esemplari tramite foraggi da poco raccolti ed erbe, in attesa del ripristino delle consegne.

1 giugno 2018
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