Sono animaletti adorabili che catturano l’attenzione per le loro espressioni buffe, ma spesso i luoghi comuni ne hanno rovinato l’immagine. I bradipi sono il sinonimo della lentezza, tanto che in molte culture il loro nome rientra nel lessico comune in modo dispregiativo. Molti li considerano estremamente lenti, pigri, sporchi, con un odore troppo forte e nauseante. Addirittura c’è chi li crede sciocchi e poco scaltri. Invece quella del bradipo è una strategia molto ben definita e precisa, una scelta per contrastare i pericoli che una vita frenetica e predatoria impone.

Secondo uno studio condotto dal biologo Rory Wilson, in forze presso l’Università di Swansea nel Galles, i bradipi sono animali molto metodici ma intelligenti. Per valutare la loro dinamica esistenziale il biologo ha utilizzato un meccanismo di sua invenzione, il The Daily Diary, un gadget elettronico che monitora i movimenti degli animali nel dettaglio. Un esame che ha esteso ad altri animali altrettanto lenti, per sottolineare come la scelta sie legata a una necessità di sopravvivenza per contrastare i predatori. Correre e scappare spesso non è la soluzione più adatta, specialmente per eludere il volo di un aquila o il balzo di un felino. La lentezza come forma di fuga, per mimetizzarsi con l’ambiente.

Complice il colore del pelo, i bradipi possono facilmente rimanere sugli alberi, oppure scendere nel prato e nella foresta per diventarne parte cromatica. La presenza di funghi, muffe e licheni sul corpo ne favorisce la mimetizzazione completa fino all’invisibilità. Spostamenti che richiedono uno sforzo fisico pari a quello di un atleta. Alcuni studi condotti sui bradipi ospiti del santuario per orfani, con sede in Costa Rica, ha confermato anche la presenza di alghe sul manto di questi animaletti. Una scelta anomala per un esemplare da terra, ma le alghe e i funghi presenti pare possiedano la capacità di contrastare i parassiti che favoriscono la malaria e la malattia di Chagas, oltre a combattere le cellule di cancro al seno umano. Quindi non è escluso che la loro presenza preservi anche la salute dei bradipi stessi, quindi che sia una decisione mirata e precisa.

Per quanto riguarda le abitudini alimentari, con relativa espulsione, il bradipo possiede una digestione davvero pigra ma con una capacità molto elevata di assorbire il cibo. Ovvero un esemplare può contenere nel suo stomaco un quantitativo di alimenti pari a un terzo del suo peso. Nonostante mangi poco, riesce a impiegare anche 50 giorni per eliminare un pasto attraverso tutto il sistema digerente, ma al contempo a sfruttare ogni singolo principio alimentare presente. Una digestione lenta comporta anche una defecazione non frequente, infatti il bradipo mette in atto la pratica solo una volta ogni 10 giorni circa. Per questo rituale preferisce scendere dall’albero dove soggiorna e utilizzare la base dello stesso come comoda toilette. Una pratica anomala, forse buffa e al contempo pericolosa perché li espone agli occhi dei predatori. Ma una strategia utile alla sopravvivenza della specie: depositando le feci l’animale (maschio o femmina) comunica la sua condizione riproduttiva e contemporaneamente apprende quella dei suoi simili nelle vicinanze. Una sorta da appuntamento virtuale con la relativa comunicazione non verbale.

13 ottobre 2014
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